Dai sapori tradizionali all’alta gastronomia
Sull’isola di Ios, la gastronomia racchiude la profondità e la luce del Mar Egeo. Gli abitanti continuano a produrre ingredienti locali con amore e tenacia, mantenendo viva una cucina che pare intatta nel tempo, pur evolvendosi costantemente. Oramai, l’isola è una destinazione gastronomica di elevata estetica, di livello Guida Μichelin.
I sapori di Ios cominciano dalla sua terra. Sui terrazzamenti si coltiva il grano, l’orzo e la cicerchia, mentre i pomodori sono seccati al sole o si prepara il pomodoro concentrato per l’inverno. Le erbe aromatiche – origano, santoreggia, maggiorana, salvia, menta, basilico – crescono sui pendii insieme alle verdure selvatiche, come la cicoria e la cardamide, e sono utilizzate nelle torte salate e nelle insalate.
I capperi, forse, sono il prodotto più caratteristico dell’isola. Piccoli, salati, dal gusto pungente, sono raccolti a giugno e conservati sott’aceto o sotto sale.
La tradizione casearia dell’isola è un vero tesoro. Il formaggio xinò – la versione isolana della xynomizithra, la ricotta acida – ha un gusto leggermente acido e una consistenza burrosa, il kefalotyri deve stagionare per almeno tre mesi, il graviera di latte vaccino ha un gusto delicato, mentre lo skotyri è una miscela di formaggio mizithra, una specie di ricotta, e kefalotyri con l’aggiunta di santoreggia.
Ios produce anche due tipi di miele, miele di timo, dalle pendici settentrionali, e miele di erica, da quelle meridionali. Gli alveari sono spostati di posizione due volte l’anno, e la produzione non è esportata, μα viene conservata sul posto.
Nelle trattorie e nelle case di Ios, la tradizione vive attraverso ricette che sono tramandate di generazione in generazione:
I sapori di Ios cominciano dalla sua terra. Sui terrazzamenti si coltiva il grano, l’orzo e la cicerchia, mentre i pomodori sono seccati al sole o si prepara il pomodoro concentrato per l’inverno. Le erbe aromatiche – origano, santoreggia, maggiorana, salvia, menta, basilico – crescono sui pendii insieme alle verdure selvatiche, come la cicoria e la cardamide, e sono utilizzate nelle torte salate e nelle insalate.
I capperi, forse, sono il prodotto più caratteristico dell’isola. Piccoli, salati, dal gusto pungente, sono raccolti a giugno e conservati sott’aceto o sotto sale.
La tradizione casearia dell’isola è un vero tesoro. Il formaggio xinò – la versione isolana della xynomizithra, la ricotta acida – ha un gusto leggermente acido e una consistenza burrosa, il kefalotyri deve stagionare per almeno tre mesi, il graviera di latte vaccino ha un gusto delicato, mentre lo skotyri è una miscela di formaggio mizithra, una specie di ricotta, e kefalotyri con l’aggiunta di santoreggia.
Ios produce anche due tipi di miele, miele di timo, dalle pendici settentrionali, e miele di erica, da quelle meridionali. Gli alveari sono spostati di posizione due volte l’anno, e la produzione non è esportata, μα viene conservata sul posto.
Nelle trattorie e nelle case di Ios, la tradizione vive attraverso ricette che sono tramandate di generazione in generazione:
- Tsimetia – fiori di zucchini ripieni con riso ed erbe aromatiche.
- Ladenia – una sottile pita, torta salata, con pomodoro, cipolla e santoreggia.
- Kalasounia – frittelle farcite con formaggio mizithra, una specie di ricotta, miele e cannella.
- Revithada – zuppa di ceci.
- Capretto al forno.
- Amygdalotà, dolcini a base di mandorle e acqua di rose.
- Avgokalamara e xerotigana, frittelle con miele e frutta secca.
- Mosenta, la torta di anguria, con sesamo e uva passa.
- Melitinia, piccole pites con formaggio mizithra e masticha.
- Pastelia, una specie di torrone con sesamo e miele di timo.




































