Mosaici di antico splendore
Nel sito archeologico di Eretria, dove un tempo sorgeva la grande città marinara dell'antichità, la maggior parte dei visitatori cerca la cosiddetta Casa musiva o Casa dei Mosaici. Si trovava nel quartiere più ricco della città, dove sorgevano le ville durante il periodo ellenistico. Alcuni dei suoi pavimenti si sono conservati nel corso dei secoli, fornendo un saggio della prosperità dell'antica città.
Gli splendidi mosaici visibili sotto la tettoia protettiva rivelano bellissime scene mitologiche. Il grande mosaico al centro della lussuosa dimora raffigura la battaglia tra Arimaspi e Grifoni, Sfingi e Lefiti, mentre in un altro mosaico è raffigurata Nereide su un ippocampo.
Si stima che la dimora sia stata costruita nel 370 a.C. e risulta essere stata distrutta circa cento anni più tardi. Nel I secolo d.C. ospitò la sepoltura di un personaggio illustre.
Durante i lavori all'impianto idrico, a breve distanza è stato individuato un altro pavimento realizzato con ciottoli. Qui sono raffigurati due satiri, uno che suona il flauto e l'altro che balla, a conferma dell'opinione degli archeologi secondo cui si tratta di un andron, un luogo dedicato ai banchetti maschili, proprio come la Casa dei Mosaici. Il pavimento a ciottoli è stato ricoperto dagli archeologi per essere protetto e non è ancora reso disponibile per il pubblico. Durante la visita si può comunque godere degli altri ritrovamenti del sito archeologico a cui si aggiunge - da non perdere - l'importante tempio di Apollo Daphneforo (Apollo portatore di alloro).
Gli splendidi mosaici visibili sotto la tettoia protettiva rivelano bellissime scene mitologiche. Il grande mosaico al centro della lussuosa dimora raffigura la battaglia tra Arimaspi e Grifoni, Sfingi e Lefiti, mentre in un altro mosaico è raffigurata Nereide su un ippocampo.
Si stima che la dimora sia stata costruita nel 370 a.C. e risulta essere stata distrutta circa cento anni più tardi. Nel I secolo d.C. ospitò la sepoltura di un personaggio illustre.
Durante i lavori all'impianto idrico, a breve distanza è stato individuato un altro pavimento realizzato con ciottoli. Qui sono raffigurati due satiri, uno che suona il flauto e l'altro che balla, a conferma dell'opinione degli archeologi secondo cui si tratta di un andron, un luogo dedicato ai banchetti maschili, proprio come la Casa dei Mosaici. Il pavimento a ciottoli è stato ricoperto dagli archeologi per essere protetto e non è ancora reso disponibile per il pubblico. Durante la visita si può comunque godere degli altri ritrovamenti del sito archeologico a cui si aggiunge - da non perdere - l'importante tempio di Apollo Daphneforo (Apollo portatore di alloro).






















































































