Il "canone" dell’architettura templare dorica
Il maestoso tempio di Zeus rappresenta l’edificio più importante dell’Altis, il recinto sacro principale nell’Olimpia antica. Si tratta del maggior tempio del Peloponneso, ritenuto espressione perfetta dell’ordine dorico. Fu costruito dall’architetto Libone di Elide tra il 470 ed il 456 a.C., con i bottini delle guerre degli Elei nelle campagne di guerra contro le città della Trifilia, un’altra regione del Peloponneso.
Architettura e struttura
Il tempio era un periptero, realizzato in pietra calcarea conchilifera locale e rivestita di intonaco a base di polvere di marmo. Era costituito di pronao, cella e opistodomo. La pavimentazione del pronao conserva un mosaico ellenistico che raffigura tritoni, ed al suo ingresso si svolgeva la cerimonia di incoronazione ufficiale dei campioni dei Giochi Olimpici. La cella era tripartita con doppie file di colonne.
La statua crisoelefantina di Zeus
In fondo alla cella era collocata la statua crisoelefantina di Zeus, alta 12 metri, opera di Fidia, una delle sette meraviglie del mondo antico. Il dio era raffigurato seduto in trono, con lo scettro in mano e una Nike alata. Successivamente, questa statua venne trasportata a Costantinopoli, dove fu distrutta da un incendio nel 475 d.C..
Decoro scultoreo
Il tempio era dotato di un ricco decoro scultoreo in stile severo:
Il tempio fu dato alle fiamme nel 426 d.C. su ordine di Teodosio II e crollò definitivamente con i forti terremoti del VI secolo d.C. I primi scavi furono realizzati nel 1829 dalla missione francese, mentre la scoperta completa fu completata da archeologi tedeschi. Oggi, il decoro scultoreo del tempio è custodito presso il Museo Archeologico di Olimpia antica, mentre alcune metope sono esposte nel Museo del Louvre.
Architettura e struttura
Il tempio era un periptero, realizzato in pietra calcarea conchilifera locale e rivestita di intonaco a base di polvere di marmo. Era costituito di pronao, cella e opistodomo. La pavimentazione del pronao conserva un mosaico ellenistico che raffigura tritoni, ed al suo ingresso si svolgeva la cerimonia di incoronazione ufficiale dei campioni dei Giochi Olimpici. La cella era tripartita con doppie file di colonne.
La statua crisoelefantina di Zeus
In fondo alla cella era collocata la statua crisoelefantina di Zeus, alta 12 metri, opera di Fidia, una delle sette meraviglie del mondo antico. Il dio era raffigurato seduto in trono, con lo scettro in mano e una Nike alata. Successivamente, questa statua venne trasportata a Costantinopoli, dove fu distrutta da un incendio nel 475 d.C..
Decoro scultoreo
Il tempio era dotato di un ricco decoro scultoreo in stile severo:
- Frontone orientale: la gara delle quadrighe di Pelope e Enomao, con Zeus a fare da arbitro della contesa
- Frontone occidentale: la Centauromachia, con figura centrale il dio Apollo.
- Metope: le dodici fatiche di Eracle (Ercole), che ornavano l’ingresso del pronao e dell’opistodomo.
Il tempio fu dato alle fiamme nel 426 d.C. su ordine di Teodosio II e crollò definitivamente con i forti terremoti del VI secolo d.C. I primi scavi furono realizzati nel 1829 dalla missione francese, mentre la scoperta completa fu completata da archeologi tedeschi. Oggi, il decoro scultoreo del tempio è custodito presso il Museo Archeologico di Olimpia antica, mentre alcune metope sono esposte nel Museo del Louvre.
