Il monumento di maggior splendore della Democrazia Ateniese
Il Partenone, dedicato alla dea protettrice della città, Atena Parthenos, rappresenta la somma creazione della democrazia ateniese nel periodo del suo apogeo. Fu edificato tra il 447 e il 438 a.C. su iniziativa di Pericle, lì dove sorgeva il tempio Prepartenone in marmo, distrutto dai Persiani nel 480 a.C., nonchè il tempio iniziale del 570 a.C.. Il Partenone fu progettato dagli architetti Ictino e Callicrate mentre la supervisione della decorazione scultorea e della statua crisoelefantina fu affidata a Fidia.
Architettura e configurazione degli interni
Si tratta di un tempio periptero in stile dorico con 8 colonne sui lati corti e 17 sui lati lunghi. Per la sua costruzione, furono utilizzati elementi in marmo preparati per il tempio precedente, fatto che influenzò il diametro delle colonne. All’interno della cella, esisteva un colonnato dorico su due livelli a forma di P greco (Π) nel cui centro era collocata la statua di Atena in armi, recante la Nike. Nel locale occidentale, dove si conservava il tesoro della città, furono collocate quattro colonne ioniche. Il tetto era realizzato con tegole in marmo, antemi e protomi leonine, mentre agli angoli dei frontoni erano poste delle state come acroteri.
La decorazione scultorea
I frontoni raffigurano la nascita della dea dalla testa di Zeus e la contesa con Poseidone per il dominio dell’Attica. Le 92 metope a rilievo, raffigurano battaglie mitiche: la Gigantomachia, la Guerra di Troia, la Amazonomachia e la Centauromachia. Il fregio ionico che correva lungo la parte superiore della cella, raffigurava la solenne processione delle Panatenee, la festa più importante della città.
Il percorso attraverso il tempo
Il Partenone fu convertito in chiesa della Madonna e più tardi in moschea. Nel 1687, durante l’assedio da parte del Morosini, il tempio fu fatto saltare in aria da una bomba veneziana, provocando il crollo di gran parte dell’edificio. Ai primi del XIX secolo, Lord Elgin saccheggiò la decorazione scultorea, parte della quale si trova nel Museo Britannico. Malgrado le distruzioni, il monumento resta un simbolo universale dello spirito classico.
Architettura e configurazione degli interni
Si tratta di un tempio periptero in stile dorico con 8 colonne sui lati corti e 17 sui lati lunghi. Per la sua costruzione, furono utilizzati elementi in marmo preparati per il tempio precedente, fatto che influenzò il diametro delle colonne. All’interno della cella, esisteva un colonnato dorico su due livelli a forma di P greco (Π) nel cui centro era collocata la statua di Atena in armi, recante la Nike. Nel locale occidentale, dove si conservava il tesoro della città, furono collocate quattro colonne ioniche. Il tetto era realizzato con tegole in marmo, antemi e protomi leonine, mentre agli angoli dei frontoni erano poste delle state come acroteri.
La decorazione scultorea
I frontoni raffigurano la nascita della dea dalla testa di Zeus e la contesa con Poseidone per il dominio dell’Attica. Le 92 metope a rilievo, raffigurano battaglie mitiche: la Gigantomachia, la Guerra di Troia, la Amazonomachia e la Centauromachia. Il fregio ionico che correva lungo la parte superiore della cella, raffigurava la solenne processione delle Panatenee, la festa più importante della città.
Il percorso attraverso il tempo
Il Partenone fu convertito in chiesa della Madonna e più tardi in moschea. Nel 1687, durante l’assedio da parte del Morosini, il tempio fu fatto saltare in aria da una bomba veneziana, provocando il crollo di gran parte dell’edificio. Ai primi del XIX secolo, Lord Elgin saccheggiò la decorazione scultorea, parte della quale si trova nel Museo Britannico. Malgrado le distruzioni, il monumento resta un simbolo universale dello spirito classico.
























































































