La città dei Ciclopi
All’ottavo chilometro della strada Argos – Nafplio, il sito archeologico di Tirintha (Tirinto) si erge quale uno dei più importanti monumenti della Civiltà Micenea. Il sistema di fortificazione della collina, che protegge il maestoso complesso del palazzo reale, è una costruzione così impressionante che nell’antichità, i greci credevano che non potesse essere opera di mano umana. Secondo la mitologia, gli architetti della città furono i possenti Ciclopi, che il suo fondatore, Preto, fece venire dalla Licia.
Mito ed eroi soprannaturali
Tirinto è legata agli eroi più importanti della mitologia greca, dotati di forze soprannaturali, come Bellerofonte, Perseo e Eracle (Ercole). La realizzazione delle mura ancora oggi suscita stupore, come anche il perfetto assemblaggio dei giganteschi blocchi di pietra rappresenta un’impresa ingegneristica inconcepibile per i parametri dell’epoca.
Percorso storico e periodo di massimo splendore
Dai reperti provenienti dagli scavi, risulta che la collina era incessantemente abitata dall’Età del Neolitico fino alla Tarda Antichità. La città conobbe grande splendore durante la prima Età del Bronzo (2700-2200 a.C.), quando era anche densamente popolata. In cima alla collina, domina uno straordinario edificio circolare con un diametro di 27 metri, testimonianza inconfutabile della sua potenza e ricchezza.
Architettura e fortificazioni
Le fortificazioni vennero gradualmente completate, a protezione del palazzo, dei luoghi sacri e dei monumenti funerari. Il complesso comprendeva inoltre, magazzini, laboratori e abitazioni, diventando un potente centro amministrativo. Lo splendore della città continuò per quasi 2.000 anni, fino la suo declino definitivo nel V secolo a.C. Oggi, le rovine di Tirinto, insieme a quelle di Micene, sono comprese nella Lista dei Monumenti del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, a testimonianza della grandiosità del mondo miceneo.
Mito ed eroi soprannaturali
Tirinto è legata agli eroi più importanti della mitologia greca, dotati di forze soprannaturali, come Bellerofonte, Perseo e Eracle (Ercole). La realizzazione delle mura ancora oggi suscita stupore, come anche il perfetto assemblaggio dei giganteschi blocchi di pietra rappresenta un’impresa ingegneristica inconcepibile per i parametri dell’epoca.
Percorso storico e periodo di massimo splendore
Dai reperti provenienti dagli scavi, risulta che la collina era incessantemente abitata dall’Età del Neolitico fino alla Tarda Antichità. La città conobbe grande splendore durante la prima Età del Bronzo (2700-2200 a.C.), quando era anche densamente popolata. In cima alla collina, domina uno straordinario edificio circolare con un diametro di 27 metri, testimonianza inconfutabile della sua potenza e ricchezza.
Architettura e fortificazioni
Le fortificazioni vennero gradualmente completate, a protezione del palazzo, dei luoghi sacri e dei monumenti funerari. Il complesso comprendeva inoltre, magazzini, laboratori e abitazioni, diventando un potente centro amministrativo. Lo splendore della città continuò per quasi 2.000 anni, fino la suo declino definitivo nel V secolo a.C. Oggi, le rovine di Tirinto, insieme a quelle di Micene, sono comprese nella Lista dei Monumenti del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, a testimonianza della grandiosità del mondo miceneo.



























































































