Viaggio nelle radici della storia
Le Collezioni permanenti. Il Museo è suddiviso in cinque grandi sezioni:
- Antichità preistoriche: comprende opere del Neolitico, della Civiltà Cicladica e Micenea (VI millennio - 1050 a.C.), nonchè reperti provenienti dall’insediamento preistorico di Thira.
- Opere di scultura: l’evoluzione della scultura della Grecia antica dal VII secolo a.C. fino al V secolo d.C. attraverso opere d’arte straordinarie.
- Ceramica e Arti Minori: opere rappresentative in ceramica dall’XI secolo a.C. fino all’epoca romana, insieme alla Collezione Stathatos, che interessa un numero maggiore di epoche.
- Opere di Metallurgia: numerose statue, idoli ed opere di arti minori di straordinario valore.
- Antichità egizie e orientali: arte del periodo predinastico (5000 a.C.) fino alla conquista romana.
La visita al MAN dà l’opportunità di scoprire tesori straordinari:
- La statua di Poseidone di Capo Artemisio: una delle pochissime sculture originali in bronzo conservatesi (altezza 2,09 m). Gli archeologi continuano a dibattere tra loro: c’è chi sostiene che si tratti di Poseidone e altri che si tratti di Zeus. Un atteggiamento altrettanto imponente caratterizza anche la statuetta di Zeus Astrale proveniente da Dodona.
- La «Maschera di Agamennone»: il celebre reperto in oro di Schliemann da Micene. Anche se è dimostrato che la maschera risale ad un re omerico di un periodo più remoto (XVI secolo a.C.), resta un’iconica maschera funeraria.
- Il Fantino di Capo Artemisio: complesso in bronzo del II secolo a.C. che rende in modo unico la tensione dei muscoli del cavallo e l’ansia disegnata sul volto del giovane fantino.
- L’Efebo di Anticitera: statua in bronzo (340 a.C.) proveniente dal famoso naufragio. Alcuni studiosi sostengono che si tratti del dio Pan con in mano il pomo, altri che si tratti di Perseo con la testa di Andromeda.
- L’Efebo di Maratona: un capolavoro scultoreo che raffigura un efebo, forse opera di Prassitele, rinvenuto nel golfo di Maratona.
- La Stele Hegeso: la più nota stele funeraria (V sec. a.C.) proveniente dal Cimitero del Ceramico di Atene. Reca l’iscrizione «Hegeso figlia di Prosseno» e colpisce per l’espressione malinconica ed il drappeggio della veste. Si ritiene che originariamente lo sfondo fosse di colore blu ed i gioielli dorati.
- La lekythos di Mirrine: un tipo di vaso in marmo dove Ermes guida la giovane donna davanti a Plutone, mentre i familiari assistono alla scena.
- Demetra e Persefone: rilievo proveniente da Eleusina (440 a.C.) che raffigura Demetra che consegna spighe di grano al re Trittolemo, sottolineando la differenza delle dimensioni tra dei e mortali, in segno di rispetto.
- Gli Affreschi di Thira: rari esempi di pittura monumentale provenienti da Akrotiri. Spiccano la «Primavera» con i gigli rossi e le rondini, il «Pescatore» e i «Pugili», in cui uno dei due indossa guanti e orecchini.
Visita e Accesso. Nel verde giardino dell’atrio, si trova un caffè che offre un po’ di relax accanto ad antichità e profumi di lavanda e limoni. L’accesso è facile in metropolitana (stazioni di Omonia e Viktoria), in autobus e filobus. Il Museo non dispone di parcheggio, tuttavia tutt’intorno esistono parcheggi privati (via Boumpoulinas, via Zaimi, Leoforos Alexandras).








































































































