Un monastero in chiave moderna
Cosa rende il monastero di Trikorfo, situato a 620 metri sopra il livello del mare e a 13 km da Nafpaktos (Lepanto), uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio della Grecia centrale, nonostante sia stato fondato solo negli anni Novanta? Innanzitutto l'amore dei fedeli per Sant'Agostino, ma anche per il “Santo della Gioia”, il guaritore San Serafim di Sarov, che si dice sia apparso ai fedeli trasformando la notte in giorno. In secondo luogo, il fatto che il monastero dispone di uno dei campanili più grandi del mondo, con 62 campane e 400 simantri (simantro: uno strumento a percussione costituito da una tavola di legno o di metallo, pendente, che viene percossa per produrre un suono da richiamo). Infine, gli stessi monaci, a cominciare dal fondatore del monastero, Archimandrita e abate a vita Nektarios Moulatsiotis, un monaco amatissimo dai fedeli.
Oltre agli edifici, gli affreschi e le sacre reliquie, la risorsa più preziosa del monastero sono i 40 monaci che lo hanno ripopolato, impegnati in numerose attività sociali, culturali e spirituali. Fra le altre cose, coltivano la terra, allevano animali, producono un miele pluripremiato, pasta, cosmetici, vino sacramentale (nama) e birra. Inoltre, si dedicano alla agiografia e alla scrittura di testi, pubblicando persino libri e riviste. Sono anche noti con il soprannome “Paparokades” (“monaci rock”), in quando, negli anni '90, avevano formato un popolarissimo gruppo musicale, “Eleftheri”, nell'ambito della loro missione pastorale rivolta ai giovani. Nel contempo, gestiscono un popolare canale su YouTube dal nome GeronNektarios.
Il momento migliore per visitare il monastero è senza ombra di dubbio nei giorni in cui suonano tutti insieme i simantri oppure le campane. Per i simantri questo avviene ogni 5 anni in occasione della festa di San Serafim, con 400 fedeli a suonarli manualmente (l'ultima volta è stata nel 2025) mentre per le campane 7 volte all'anno, ossia durante le due feste patronali, nelle rispettive feste di Agios Nektarios e di Agios Christoforos, il 15 agosto per celebrare la Dormizione della Vergine, nonché il giorno di Natale e la mezzanotte tra Sabato Santo e il giorno di Pasqua per celebrare la Resurrezione di Cristo.
Oltre agli edifici, gli affreschi e le sacre reliquie, la risorsa più preziosa del monastero sono i 40 monaci che lo hanno ripopolato, impegnati in numerose attività sociali, culturali e spirituali. Fra le altre cose, coltivano la terra, allevano animali, producono un miele pluripremiato, pasta, cosmetici, vino sacramentale (nama) e birra. Inoltre, si dedicano alla agiografia e alla scrittura di testi, pubblicando persino libri e riviste. Sono anche noti con il soprannome “Paparokades” (“monaci rock”), in quando, negli anni '90, avevano formato un popolarissimo gruppo musicale, “Eleftheri”, nell'ambito della loro missione pastorale rivolta ai giovani. Nel contempo, gestiscono un popolare canale su YouTube dal nome GeronNektarios.
Il momento migliore per visitare il monastero è senza ombra di dubbio nei giorni in cui suonano tutti insieme i simantri oppure le campane. Per i simantri questo avviene ogni 5 anni in occasione della festa di San Serafim, con 400 fedeli a suonarli manualmente (l'ultima volta è stata nel 2025) mentre per le campane 7 volte all'anno, ossia durante le due feste patronali, nelle rispettive feste di Agios Nektarios e di Agios Christoforos, il 15 agosto per celebrare la Dormizione della Vergine, nonché il giorno di Natale e la mezzanotte tra Sabato Santo e il giorno di Pasqua per celebrare la Resurrezione di Cristo.




































