Il monastero che incarna il concetto di libertà
Su di un altopiano immerso nel verde, nei pressi di Rethimno, è situato uno dei monumenti più emblematici di Creta, simbolo di libertà, fede e sacrificio: il Monastero di Arkadi. La sua storia è indissolubilmente legata alla Rivoluzione Cretese del 1866. All’epoca, i monaci e gli abitanti del paesino di Arkadi, si rinchiusero al suo interno assediati dai turchi, ed invece di arrendersi, scelsero di far esplodere la polveriera, affidando il monastero alle fiamme e le loro anime all’eternità. Da allora, Arkadi non è semplicemente un luogo sacro di pellegrinaggio, ma anche un luogo di riflessione.
L’architettura del monastero con la splendida facciata rinascimentale della chiesa dedicata ai santi Costantino ed Elena, è particolarmente affascinante ed è utile per comprendere l’arte dei monaci che lo edificarono nel XVI secolo. All’interno del monastero, si può visitare il katholikon, la chiesa principale, lo storico Altare, i Kelarikà, i locali di servizio, la Polveriera, il Museo, nonchè la Pinacoteca.
Nel Museo del monastero, si possono ammirare inestimabili cimeli ecclesiastici, icone e manoscritti, paramenti sacri, libri, ecc. Spicca la collezione di armi e documenti della Rivoluzione del 1866, che testimonia la grandiosità e la tragicità degli eventi. Nella Pinacoteca sono esposte opere di artisti del passato e contemporanei che si sono ispirati all’Olocausto del monastero ed al suo percorso spirituale nel corso dei secoli.
Dal cortile, la vista verso le montagne circostanti è piena di luce e serenità. Il percorso per arrivare ad Arkadi è facile, con bei paesaggi e borghi tradizionali. Dal monastero inizia l’imponente Gola di Arkadi, che arriva fino al paesino di Pikri, attraversando un sentiero ricco di vegetazione della durata di circa due ore di cammino.
Visitando il Monastero di Arkadi, si respira l’aria di un luogo dove la libertà è diventata azione e la memoria è eterna.
L’architettura del monastero con la splendida facciata rinascimentale della chiesa dedicata ai santi Costantino ed Elena, è particolarmente affascinante ed è utile per comprendere l’arte dei monaci che lo edificarono nel XVI secolo. All’interno del monastero, si può visitare il katholikon, la chiesa principale, lo storico Altare, i Kelarikà, i locali di servizio, la Polveriera, il Museo, nonchè la Pinacoteca.
Nel Museo del monastero, si possono ammirare inestimabili cimeli ecclesiastici, icone e manoscritti, paramenti sacri, libri, ecc. Spicca la collezione di armi e documenti della Rivoluzione del 1866, che testimonia la grandiosità e la tragicità degli eventi. Nella Pinacoteca sono esposte opere di artisti del passato e contemporanei che si sono ispirati all’Olocausto del monastero ed al suo percorso spirituale nel corso dei secoli.
Dal cortile, la vista verso le montagne circostanti è piena di luce e serenità. Il percorso per arrivare ad Arkadi è facile, con bei paesaggi e borghi tradizionali. Dal monastero inizia l’imponente Gola di Arkadi, che arriva fino al paesino di Pikri, attraversando un sentiero ricco di vegetazione della durata di circa due ore di cammino.
Visitando il Monastero di Arkadi, si respira l’aria di un luogo dove la libertà è diventata azione e la memoria è eterna.


































