Guidati dalla devozione
La Grecia è un Paese con una profonda storia religiosa. I sacri monasteri, i santuari e i luoghi votivi offrono la possibilità di entrare in contatto con il proprio mondo interiore, con monaci e monache esperti nel lenire il dolore umano, con la forza della natura e, infine, con Dio stesso.
Tre monasteri — Nea Moni di Chios, il Monastero di Daphni e il Monastero di Hosios Loukas — ornano l'elenco dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO.
Tuttavia, il legame tra loro, i fili invisibili che li uniscono, sono ancora più profondi. Tutti e tre questi storici monasteri sono decorati con i più importanti capolavori musivi del tardo periodo bizantino. Preziose tessere, simili a esplosioni di luce, compongono mondi di colore all'interno dei templi della devozione. Gli artisti di questi mosaici hanno creato una preghiera tangibile che lascia senza parole sia gli storici dell'arte che i viaggiatori.
Nea Moni di Chios – Una visione e tre imperatori
Durante l'XI secolo d.C., gli asceti Nikita, Giovanni e Giuseppe, che vivevano sul monte Provateio di Chios, ebbero una visione comune. Un'icona della Vergine, che insisteva a tornare nel luogo dove l'avevano scoperta, segnava il sito in cui sarebbe sorto il monastero.
I devoti monaci informarono l'imperatore in esilio Costantino Monomaco di questo segno divino. Costantino promise di porre il monastero sotto la sua protezione e suggellò la promessa donando ai monaci il suo anello principesco. Subito dopo la sua ascesa al trono di Bisanzio, fece erigere la Nea Moni di Chios, chiamando per questo scopo i più importanti artigiani, scultori di marmo e agiografi dell'epoca.
Il monastero appartiene allo stile ottagonale, d'avanguardia per l'XI secolo. Con decorazioni elaborate in marmi traslucidi e purpurei e splendidi mosaici, è uno dei campioni più rappresentativi dell'arte sacra imperiale. All'interno del complesso si trovano le cappelle di Agios Panteleimon e Timios Stavros, le celle dei monaci, il refettorio (trapeza), la cisterna dell'XI secolo e l'imponente torre difensiva del XIV secolo.
Monastero di Daphni – Forza e bellezza
Il Monastero di Daphni si trova ai margini del bosco di Chaidari, 11 km a ovest di Atene, sull'asse che unisce, fin dall'antichità, Eleusi alla capitale greca.
Il viaggiatore che giunge fin qui avrà un incontro "faccia a faccia" con il Pantocratore, un capolavoro dell'agiografia a mosaico. L'obiettivo fotografico non può catturare la spiritualità, la forza e la gloria di luce che emana il Cristo della cupola nel Katholikon (chiesa principale) del monastero.
L'architettura, come quella di Nea Moni, è di tipo ottagonale. Il monastero fu eretto nell'XI secolo e, nella sua storia millenaria, ha conosciuto grandi periodi di splendore. Il complesso è protetto da torri e da una robusta fortificazione. Il Monastero di Daphni è oggi visitabile e rappresenta un luogo dove la bellezza si unisce alla forza del sito, creando un amalgama affascinante e suggestivo.
Monastero di San Luca – l'asceta dell'Elikonas
Il monastero di San Luca in Beozia è dedicato a un asceta che nacque, visse e morì all'ombra del monte Elikonas nel X secolo: San Luca lo Steirita. Il monastero è costruito in un luogo che nell'antichità era sede di un santuario dedicato a Demetra di Steirite.
La chiesa del monastero, dedicata alla Vergine Maria, è l'unica costruita nella Grecia continentale nel X secolo. Il suo naos, dedicato a San Luca, è anch'esso di tipo architettonico ottagonale, come quello della Nuova Monastero di Chio e del Monastero di Dafni. La splendida decorazione con mosaici, marmi luminosi e lampadari dorati testimoniava l'alto rango del monastero durante il periodo tardo-bizantino. Da allora e fino ai giorni nostri è un luogo di pellegrinaggio venerato, che attende il viaggiatore per “accompagnarlo” alla scoperta dei segreti bizantini e delle affascinanti leggende.
La Grecia è un Paese con una profonda storia religiosa. I sacri monasteri, i santuari e i luoghi votivi offrono la possibilità di entrare in contatto con il proprio mondo interiore, con monaci e monache esperti nel lenire il dolore umano, con la forza della natura e, infine, con Dio stesso.
Tre monasteri — Nea Moni di Chios, il Monastero di Daphni e il Monastero di Hosios Loukas — ornano l'elenco dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO.
Tuttavia, il legame tra loro, i fili invisibili che li uniscono, sono ancora più profondi. Tutti e tre questi storici monasteri sono decorati con i più importanti capolavori musivi del tardo periodo bizantino. Preziose tessere, simili a esplosioni di luce, compongono mondi di colore all'interno dei templi della devozione. Gli artisti di questi mosaici hanno creato una preghiera tangibile che lascia senza parole sia gli storici dell'arte che i viaggiatori.
Nea Moni di Chios – Una visione e tre imperatori
Durante l'XI secolo d.C., gli asceti Nikita, Giovanni e Giuseppe, che vivevano sul monte Provateio di Chios, ebbero una visione comune. Un'icona della Vergine, che insisteva a tornare nel luogo dove l'avevano scoperta, segnava il sito in cui sarebbe sorto il monastero.
I devoti monaci informarono l'imperatore in esilio Costantino Monomaco di questo segno divino. Costantino promise di porre il monastero sotto la sua protezione e suggellò la promessa donando ai monaci il suo anello principesco. Subito dopo la sua ascesa al trono di Bisanzio, fece erigere la Nea Moni di Chios, chiamando per questo scopo i più importanti artigiani, scultori di marmo e agiografi dell'epoca.
Il monastero appartiene allo stile ottagonale, d'avanguardia per l'XI secolo. Con decorazioni elaborate in marmi traslucidi e purpurei e splendidi mosaici, è uno dei campioni più rappresentativi dell'arte sacra imperiale. All'interno del complesso si trovano le cappelle di Agios Panteleimon e Timios Stavros, le celle dei monaci, il refettorio (trapeza), la cisterna dell'XI secolo e l'imponente torre difensiva del XIV secolo.
Monastero di Daphni – Forza e bellezza
Il Monastero di Daphni si trova ai margini del bosco di Chaidari, 11 km a ovest di Atene, sull'asse che unisce, fin dall'antichità, Eleusi alla capitale greca.
Il viaggiatore che giunge fin qui avrà un incontro "faccia a faccia" con il Pantocratore, un capolavoro dell'agiografia a mosaico. L'obiettivo fotografico non può catturare la spiritualità, la forza e la gloria di luce che emana il Cristo della cupola nel Katholikon (chiesa principale) del monastero.
L'architettura, come quella di Nea Moni, è di tipo ottagonale. Il monastero fu eretto nell'XI secolo e, nella sua storia millenaria, ha conosciuto grandi periodi di splendore. Il complesso è protetto da torri e da una robusta fortificazione. Il Monastero di Daphni è oggi visitabile e rappresenta un luogo dove la bellezza si unisce alla forza del sito, creando un amalgama affascinante e suggestivo.
Monastero di San Luca – l'asceta dell'Elikonas
Il monastero di San Luca in Beozia è dedicato a un asceta che nacque, visse e morì all'ombra del monte Elikonas nel X secolo: San Luca lo Steirita. Il monastero è costruito in un luogo che nell'antichità era sede di un santuario dedicato a Demetra di Steirite.
La chiesa del monastero, dedicata alla Vergine Maria, è l'unica costruita nella Grecia continentale nel X secolo. Il suo naos, dedicato a San Luca, è anch'esso di tipo architettonico ottagonale, come quello della Nuova Monastero di Chio e del Monastero di Dafni. La splendida decorazione con mosaici, marmi luminosi e lampadari dorati testimoniava l'alto rango del monastero durante il periodo tardo-bizantino. Da allora e fino ai giorni nostri è un luogo di pellegrinaggio venerato, che attende il viaggiatore per “accompagnarlo” alla scoperta dei segreti bizantini e delle affascinanti leggende.



























