Il simbolo della Rivoluzione
A sud-ovest della cittadina di Kalavrita, a soli 5 chilometri di distanza, si incontra una delle mete di maggior rilievo della regione: il Monastero di Agia Lavra. Luogo di pellegrinaggio di prim’ordine da tutta la Grecia, è anche uno dei monasteri più antichi del Paese.
In un paesaggio maestoso e con l’elemento bizantino dominante, i visitatori sono trascinati secoli addietro – negli anni dell’impero di Niceforo Foca, quando, secondo la tradizione, l’asceta Evgenios, monaco del Monte Athos, fondò il monastero. Malgrado le innumerevoli distruzioni, incendi e saccheggi che hanno segnato la sua turbolenta storia, il monastero rinasceva sempre migliore e sempre più sontuoso …
La storia ha consacrato l’enorme contributo di questo monastero alla Rivoluzione Greca del 1821, nonché negli anni della dominazione ottomana, quale centro di azione nazionale.
Vale la pena visitare il suo Museo per rivivere la sua storia millenaria. Opere d’arte che incantano gli occhi, preziosi tesori di inestimabile importanza nazionale, ex-voto della devozione religiosa della fede del popolo e cimeli nazionali. Tra questi, il sacro Labaro, le armi dei combattenti del 1821, i paramenti e il bastone pastorale dell’Arcivescovo Paleon Patron Germanos, il Vangelo tempestato di diamanti – dono dell’imperatrice Caterina la Grande -, l’Epitaffio, il sepolcro simbolico di Cristo, del 1754, l’icona di Agios Georgios ricamata dalla «Kokona tou Rologà» (una celebre ricamatrice di Costantinopoli del XIX secolo), altri notevoli oggetti di culto, nonché numerosi documenti risalenti al 1688 e fino al 1906.
Riposarsi all’ombra del secolare platano – anch’esso monumento della natura – per alcuni attimi di raccoglimento, commozione e gratitudine, è un modo per ringraziare questo sacro Palladio dell’Ortodossia.
In un paesaggio maestoso e con l’elemento bizantino dominante, i visitatori sono trascinati secoli addietro – negli anni dell’impero di Niceforo Foca, quando, secondo la tradizione, l’asceta Evgenios, monaco del Monte Athos, fondò il monastero. Malgrado le innumerevoli distruzioni, incendi e saccheggi che hanno segnato la sua turbolenta storia, il monastero rinasceva sempre migliore e sempre più sontuoso …
La storia ha consacrato l’enorme contributo di questo monastero alla Rivoluzione Greca del 1821, nonché negli anni della dominazione ottomana, quale centro di azione nazionale.
Vale la pena visitare il suo Museo per rivivere la sua storia millenaria. Opere d’arte che incantano gli occhi, preziosi tesori di inestimabile importanza nazionale, ex-voto della devozione religiosa della fede del popolo e cimeli nazionali. Tra questi, il sacro Labaro, le armi dei combattenti del 1821, i paramenti e il bastone pastorale dell’Arcivescovo Paleon Patron Germanos, il Vangelo tempestato di diamanti – dono dell’imperatrice Caterina la Grande -, l’Epitaffio, il sepolcro simbolico di Cristo, del 1754, l’icona di Agios Georgios ricamata dalla «Kokona tou Rologà» (una celebre ricamatrice di Costantinopoli del XIX secolo), altri notevoli oggetti di culto, nonché numerosi documenti risalenti al 1688 e fino al 1906.
Riposarsi all’ombra del secolare platano – anch’esso monumento della natura – per alcuni attimi di raccoglimento, commozione e gratitudine, è un modo per ringraziare questo sacro Palladio dell’Ortodossia.
































