Un capolavoro candido, fatto di luce e devozione
Arroccato sulla cima del Monte Kalamos dell’isola di Anafi (Nanfio), il monastero di Ano Kalamiotissa (o di Panagia Kalamiotissa), dedicato alla Madonna, sorge a 460 metri di altitudine e offre una vista mozzafiato. La rocca (monolito) di Kalamos è la seconda più alta del Mediterraneo dopo quella di Gibilterra, collegata all'isola con uno stretto lembo di terra.
Il monastero risplendente, costruito sulle rovine dell'antico santuario di Apollo Egleto (“splendente”), collega in modo quasi mistico l'antico culto con la fede cristiana. La leggenda narra che il santuario fu fondato da Giasone e gli Argonauti in segno di gratitudine per averli salvati da una tempesta in mare. La tradizione più recente vuole che l'icona della Vergine Maria sia stata rinvenuta tra i canneti, da cui il nome “Kalamiotissa”.
Il piccolo katholikon (chiesa principale) del monastero, a navata unica con cupola, riflette lo stile sobrio dell'isola all’insegna dell’essenziale. Il percorso che conduce al monastero inizia da Kato Monastiri (Monastero Basso), sul lato orientale dell'isola, e prosegue lungo un sentiero in salita (60 minuti circa) che offre una vista mozzafiato sul Mar Egeo e sulle isole di Santorini e Amorgos.
Ai primi di settembre si celebra la sagra in onore della Madonna, una delle più sentite e autentiche delle Cicladi. Gli abitanti salgono sul monastero a piedi, portando con sé cibo e strumenti musicali. Dopo la funzione religiosa segue una festa con violini, liuti e canti che risuonano dalla cima dell'isola fino a tarda notte.
Partendo di buon mattino, si può ammirare il sole che sorge dal mare, tingendo di rosa e oro i muri candidi del monastero. Si consiglia di portare con sé acqua e indossare scarpe adeguate, in quanto la salita è impegnativa, sebbene assolutamente indimenticabile.
In alternativa, è possibile visitare il Monastero di Zoodochos Pigì (Sorgente di Vita) ai piedi della montagna, dove un tempo dimoravano i monaci di Kalamiotissa.
Il monastero risplendente, costruito sulle rovine dell'antico santuario di Apollo Egleto (“splendente”), collega in modo quasi mistico l'antico culto con la fede cristiana. La leggenda narra che il santuario fu fondato da Giasone e gli Argonauti in segno di gratitudine per averli salvati da una tempesta in mare. La tradizione più recente vuole che l'icona della Vergine Maria sia stata rinvenuta tra i canneti, da cui il nome “Kalamiotissa”.
Il piccolo katholikon (chiesa principale) del monastero, a navata unica con cupola, riflette lo stile sobrio dell'isola all’insegna dell’essenziale. Il percorso che conduce al monastero inizia da Kato Monastiri (Monastero Basso), sul lato orientale dell'isola, e prosegue lungo un sentiero in salita (60 minuti circa) che offre una vista mozzafiato sul Mar Egeo e sulle isole di Santorini e Amorgos.
Ai primi di settembre si celebra la sagra in onore della Madonna, una delle più sentite e autentiche delle Cicladi. Gli abitanti salgono sul monastero a piedi, portando con sé cibo e strumenti musicali. Dopo la funzione religiosa segue una festa con violini, liuti e canti che risuonano dalla cima dell'isola fino a tarda notte.
Partendo di buon mattino, si può ammirare il sole che sorge dal mare, tingendo di rosa e oro i muri candidi del monastero. Si consiglia di portare con sé acqua e indossare scarpe adeguate, in quanto la salita è impegnativa, sebbene assolutamente indimenticabile.
In alternativa, è possibile visitare il Monastero di Zoodochos Pigì (Sorgente di Vita) ai piedi della montagna, dove un tempo dimoravano i monaci di Kalamiotissa.



























