Un viaggio nel cuore di Bisanzio
Sulle lussureggianti colline della parte centrale di Chios, a circa 12 chilometri da Chora, il capoluogo dell’isola, erge un vero gioiello dell'arte bizantina: il monastero di Ierà Nea Monì. Fondato intorno al 1042 d.C. sotto il patrocinio imperiale di Costantino IX Monomaco, è stato per secoli uno dei centri spirituali più significativi e prosperi dell'Egeo, essendo arrivato a possedere finanche un terzo dell'isola.
L'unicità di Nea Monì le ha valso nel 1990 il riconoscimento dall'UNESCO come Patrimonio Mondiale. Si consiglia di iniziare la visita dal Katholikon, la chiesa principale del monastero, per ammirare i suoi splendidi mosaici, realizzati da artisti di Costantinopoli e considerati eccelsi esempi dell'arte medievale bizantina in Grecia. Lo splendore dello sfondo dorato e l’espressività delle figure compongono un’incomparabile combinazione di suggestione e solennità, riflettendo la rilevanza dell'arte dell'XI secolo.
Il complesso monastico è cintato da un alto muro di difesa portante anche una torre. Sebbene duramente provato dal massacro del 1822 e dal terremoto del 1881, conserva tuttora il suo aspetto imponente. Una camminata lungo le mura permette di comprendere la struttura fortificata. Per completare il quadro della storia millenaria del monastero, è d'obbligo una visita al piccolo museo che ospita cimeli e sculture.
Sotto le cupole illuminate dal bagliore di migliaia di tessere musive (tasselli), ci si sente inondati da un'aura bizantina, scoprendo il filo conduttore che collega Chios a Costantinopoli e diventando testimoni dello splendore di un monumento patrimonio dell'umanità.
L'unicità di Nea Monì le ha valso nel 1990 il riconoscimento dall'UNESCO come Patrimonio Mondiale. Si consiglia di iniziare la visita dal Katholikon, la chiesa principale del monastero, per ammirare i suoi splendidi mosaici, realizzati da artisti di Costantinopoli e considerati eccelsi esempi dell'arte medievale bizantina in Grecia. Lo splendore dello sfondo dorato e l’espressività delle figure compongono un’incomparabile combinazione di suggestione e solennità, riflettendo la rilevanza dell'arte dell'XI secolo.
Il complesso monastico è cintato da un alto muro di difesa portante anche una torre. Sebbene duramente provato dal massacro del 1822 e dal terremoto del 1881, conserva tuttora il suo aspetto imponente. Una camminata lungo le mura permette di comprendere la struttura fortificata. Per completare il quadro della storia millenaria del monastero, è d'obbligo una visita al piccolo museo che ospita cimeli e sculture.
Sotto le cupole illuminate dal bagliore di migliaia di tessere musive (tasselli), ci si sente inondati da un'aura bizantina, scoprendo il filo conduttore che collega Chios a Costantinopoli e diventando testimoni dello splendore di un monumento patrimonio dell'umanità.




































