La cucina di Sifnos come espressione culturale
Sifnos è una delle destinazioni gastronomiche più autentiche dell’Egeo. La sua tradizione nella cucina, strettamente legata all’arte della ceramica ed i prodotti locali, ha lasciato un’impronta indelebile nella gastronomia greca. La cucina di Sifnos si basa su tre elementi: la stagionalità, il buon olio e gli utensili di terracotta dove il cibo è cotto lentamente in forni a legna, affinchè le specialità acquistino un aroma profondo ed il caratteristico sapore del coccio.
La più nota specialità è la revithada, la zuppa di ceci che si cuoce per tutta la notte del sabato in una pentola di terracotta, chiamata «skepastarià», per essere servita la domenica mattina, densa, profumata e straordinariamente “comfort”. Un altro piatto emblematico è il mastelo, capretto o agnello con olio ed origano, vino e aneto, cotto per ore in un recipiente di terracotta locale.
Famose sono anche altre specialità come revithokeftedes, polpette a base di ceci, kaparosalata, insalata di capperi, ambelofasoula, i fagiolini accompagnati da skordalià, una specie di dip a base di aglio.
I prodotti locali rafforzano ancor di più l’identità gastronomica di Sifnos: il miele di timo, il formaggio Xinomyzithra, una specie di ricotta acida, il formaggio Manoura (un formaggio piccante che si conserva nel sedimento di vino rosso), i dolci amygdalotà a base di mandorle, le olive e le salsicce dell’isola sono caratteristici della tavola di Sifnos. Nei caffè tradizionali e nelle trattorie, si possono gustare mezedakia, gli stuzzichini locali che accompagnano perfettamente un bicchiere di rakì ghiacciata, (l’acquavite locale), nonchè «fylla» (bocconcini di semplici frittelle), oppure kaparolado, cioè le foglie di capperi sott’olio.
La gastronomia di Sifnos è indissolubilmente legata all’ospitalità. Nelle sagre e nelle feste, nelle case e nei cortili delle chiese, il cibo è un rito di condivisione. Finanche nei ristoranti dei nostri giorni, la tradizione incontra la creatività: giovani chef utilizzano ingredienti locali con tecniche moderne, nel rispetto della memoria del sapore.
La più nota specialità è la revithada, la zuppa di ceci che si cuoce per tutta la notte del sabato in una pentola di terracotta, chiamata «skepastarià», per essere servita la domenica mattina, densa, profumata e straordinariamente “comfort”. Un altro piatto emblematico è il mastelo, capretto o agnello con olio ed origano, vino e aneto, cotto per ore in un recipiente di terracotta locale.
Famose sono anche altre specialità come revithokeftedes, polpette a base di ceci, kaparosalata, insalata di capperi, ambelofasoula, i fagiolini accompagnati da skordalià, una specie di dip a base di aglio.
I prodotti locali rafforzano ancor di più l’identità gastronomica di Sifnos: il miele di timo, il formaggio Xinomyzithra, una specie di ricotta acida, il formaggio Manoura (un formaggio piccante che si conserva nel sedimento di vino rosso), i dolci amygdalotà a base di mandorle, le olive e le salsicce dell’isola sono caratteristici della tavola di Sifnos. Nei caffè tradizionali e nelle trattorie, si possono gustare mezedakia, gli stuzzichini locali che accompagnano perfettamente un bicchiere di rakì ghiacciata, (l’acquavite locale), nonchè «fylla» (bocconcini di semplici frittelle), oppure kaparolado, cioè le foglie di capperi sott’olio.
La gastronomia di Sifnos è indissolubilmente legata all’ospitalità. Nelle sagre e nelle feste, nelle case e nei cortili delle chiese, il cibo è un rito di condivisione. Finanche nei ristoranti dei nostri giorni, la tradizione incontra la creatività: giovani chef utilizzano ingredienti locali con tecniche moderne, nel rispetto della memoria del sapore.























































