Panagia di Tinos, conosciuta anche come Megalohari di Tinos (“Grande Grazia”) o Evangelistria di Tinos (“Nostra Signora del Lieto Annuncio”), è riconosciuta come la santa patrona nazionale della Grecia. La scoperta della sua Santa Icona coincise con i primissimi giorni della fondazione dello Stato greco moderno. Nel corso dei secoli, numerose testimonianze di miracoli attribuiti alla Santa Icona l’hanno resa l’icona religiosa più venerata della Grecia, mentre la Chiesa di Panagia Evangelistria è diventata un luogo sacro di pellegrinaggio spirituale e di culto divino conosciuto in tutto il mondo.
L’icona raffigura la Vergine Maria inginocchiata, con il capo chino in preghiera, mentre pronuncia parole scritte in un libro aperto. Di fronte alla Vergine si trova l’Arcangelo Gabriele, che tiene nella mano sinistra un giglio, fiore simbolo della purezza, mentre lo Spirito Santo, sotto forma di colomba, discende dal cielo.
L’arte della Santa Icona è considerata anteriore al periodo bizantino e risalente all’epoca paleocristiana. Coloro che hanno studiato l’origine dell’Icona sono giunti alla conclusione che la Megalohari di Tinos sia opera dell’Apostolo ed Evangelista Luca. Si presume che questa icona fosse così altamente venerata in epoca bizantina da essere stata nascosta o perduta al tempo delle invasioni musulmane.
Oggi la Santa Icona è ricoperta d’oro e di pietre preziose offerte dai fedeli della Panagia, come espressione di fede e gratitudine verso di Lei.
Durante la celebrazione, la Santa Icona viene portata con grandi onori e speciali funzioni religiose lungo le strade decorate della città di Tinos. Quando l’Icona ritorna alla Chiesa, viene intonata una preghiera in memoria dei costruttori e di tutti coloro che si dedicarono alla costruzione della Chiesa. Più tardi, in serata, i bambini, guidati dall’orchestra della Chiesa, riempiono le strade di Chora tenendo in mano lanterne accese e cantando inni in lode del ritrovamento della Santa Icona.
Nello stesso giorno, Tinos commemora anche l’affondamento della nave da guerra “Elli” nel 1940, che era ancorata al largo del porto di Tinos in occasione delle festività. L’“Elli” fu silurata da un sommergibile italiano, episodio che portò al coinvolgimento della Grecia nella Seconda guerra mondiale.
La Chiesa fu costruita immediatamente dopo la scoperta della Santa Icona. La sua imponente costruzione, comprendente l’iconografia e gli edifici circostanti, fu completata otto anni dopo, nel 1830. La Chiesa è in realtà un complesso monastico. Gli scavi hanno dimostrato che fu edificata sul sito di una chiesa paleobizantina dedicata a San Giovanni, a sua volta costruita sul luogo di un antico tempio dedicato al dio Dioniso.
Numerosi artigiani esperti e artisti di talento lavorarono instancabilmente per scolpire i marmi splendenti e progettare la straordinaria decorazione interna di questa Chiesa. Allo stesso tempo, l’oro e l’argento generosamente offerti alla Theotokos dai cristiani di tutto il mondo, gli enormi lampadari e le centinaia di lampade votive sospese in file infinite compongono una magnifica opera di arte e architettura cristiana.
La sacralità del luogo e la grandezza della Chiesa creano un’atmosfera spirituale, intensificata dagli inni della Divina Liturgia celebrata ogni giorno dell’anno, dall’inaugurazione della Chiesa fino ai nostri giorni.
La Chiesa di Panagia Megalohari celebra quattro feste all’anno: il 30 gennaio, giorno del ritrovamento della Santa Icona; il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione della Vergine; il 27 luglio, giorno in cui suor Pelayia ebbe la visione della Panagia; e il 15 agosto, giorno dell’Assunzione — o Dormizione — della Vergine Maria.
Sull’Icona
La Chiesa di Panagia Evangelistria a Tinos è dedicata a un’icona scoperta nel 1823. Secondo la tradizione, suor Pelayia, una monaca del Monastero di Kehrovouni, ebbe una visione: la Madre di Dio le apparve chiedendole di riportare alla luce un’icona miracolosa sepolta. La leggenda narra che l’icona fu dissotterrata in un campo e che, appena venne portata alla luce, fu ricoperta da una dura protezione simile al vetro. Gli uomini che la estrassero dal terreno perforarono questa protezione e tutti coloro che la toccarono furono guariti. Tra i primi visitatori giunti a Tinos per vedere la sacra immagine della Panagia vi furono eroi della Guerra d’indipendenza greca del 1821, come Kolokotronis, Miaoulis e Makriyannis.L’icona raffigura la Vergine Maria inginocchiata, con il capo chino in preghiera, mentre pronuncia parole scritte in un libro aperto. Di fronte alla Vergine si trova l’Arcangelo Gabriele, che tiene nella mano sinistra un giglio, fiore simbolo della purezza, mentre lo Spirito Santo, sotto forma di colomba, discende dal cielo.
L’arte della Santa Icona è considerata anteriore al periodo bizantino e risalente all’epoca paleocristiana. Coloro che hanno studiato l’origine dell’Icona sono giunti alla conclusione che la Megalohari di Tinos sia opera dell’Apostolo ed Evangelista Luca. Si presume che questa icona fosse così altamente venerata in epoca bizantina da essere stata nascosta o perduta al tempo delle invasioni musulmane.
Oggi la Santa Icona è ricoperta d’oro e di pietre preziose offerte dai fedeli della Panagia, come espressione di fede e gratitudine verso di Lei.
Sulla Festa
Il 15 agosto è un giorno dedicato alla Dormizione — o Assunzione — della Megalohari, la Vergine Maria. Migliaia di pellegrini provenienti da tutta la Grecia e dall’estero visitano la Chiesa dell’Evangelistria a Tinos per partecipare alla Festa dell’Assunzione, celebrata con splendore bizantino. Folle di persone si radunano davanti alla Chiesa, mentre al suo interno la tenue luce delle candele, gli inni di lode a Dio e il profumo dell’incenso e della mirra ardenti creano un’atmosfera mistica di devoto raccoglimento.Durante la celebrazione, la Santa Icona viene portata con grandi onori e speciali funzioni religiose lungo le strade decorate della città di Tinos. Quando l’Icona ritorna alla Chiesa, viene intonata una preghiera in memoria dei costruttori e di tutti coloro che si dedicarono alla costruzione della Chiesa. Più tardi, in serata, i bambini, guidati dall’orchestra della Chiesa, riempiono le strade di Chora tenendo in mano lanterne accese e cantando inni in lode del ritrovamento della Santa Icona.
Nello stesso giorno, Tinos commemora anche l’affondamento della nave da guerra “Elli” nel 1940, che era ancorata al largo del porto di Tinos in occasione delle festività. L’“Elli” fu silurata da un sommergibile italiano, episodio che portò al coinvolgimento della Grecia nella Seconda guerra mondiale.
Sulla Chiesa
Nel corso dei secoli, la Sacra Chiesa della Megalohari a Tinos — “Grande Grazia”, nome derivato dal saluto dell’Arcangelo Gabriele alla Theotokos: “Ave, piena di grazia, il Signore è con te!” — è stata riconosciuta in tutto il mondo sia come luogo di pellegrinaggio sia come istituzione filantropica.La Chiesa fu costruita immediatamente dopo la scoperta della Santa Icona. La sua imponente costruzione, comprendente l’iconografia e gli edifici circostanti, fu completata otto anni dopo, nel 1830. La Chiesa è in realtà un complesso monastico. Gli scavi hanno dimostrato che fu edificata sul sito di una chiesa paleobizantina dedicata a San Giovanni, a sua volta costruita sul luogo di un antico tempio dedicato al dio Dioniso.
Numerosi artigiani esperti e artisti di talento lavorarono instancabilmente per scolpire i marmi splendenti e progettare la straordinaria decorazione interna di questa Chiesa. Allo stesso tempo, l’oro e l’argento generosamente offerti alla Theotokos dai cristiani di tutto il mondo, gli enormi lampadari e le centinaia di lampade votive sospese in file infinite compongono una magnifica opera di arte e architettura cristiana.
La sacralità del luogo e la grandezza della Chiesa creano un’atmosfera spirituale, intensificata dagli inni della Divina Liturgia celebrata ogni giorno dell’anno, dall’inaugurazione della Chiesa fino ai nostri giorni.
La Chiesa di Panagia Megalohari celebra quattro feste all’anno: il 30 gennaio, giorno del ritrovamento della Santa Icona; il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione della Vergine; il 27 luglio, giorno in cui suor Pelayia ebbe la visione della Panagia; e il 15 agosto, giorno dell’Assunzione — o Dormizione — della Vergine Maria.





















