Cinque chiese σε un complesso architettonico iconico
a Panagia Paraportianì di Mykonos non è una semplice chiesa ma un piccolo complesso ecclesiale che somiglia a una scultura più che a un edificio.
Ai margini della Piccola Venezia, nel quartiere Kastro (Kasteli), sorge questo capolavoro del minimalismo cicladico che cattura lo sguardo dei visitatori di Mykonos.
Costruita in più fasi dal XV al XVI secolo, Panagia Paraportianì è composta da quattro chiesette che ne costituiscono la base, dedicate a: Agios Efstathios, Agii Anargyri, Agios Sozon e Agia Anastasia. Edificata sopra di esse, la quinta è dedicata a Panagia (Vergine Maria). Il risultato è un complesso architettonico che sembra essere scaturito dalla luce e dalla calce: curve che ammorbidiscono gli spigoli, muri che al tramonto sembrano dissolversi, una geometria profondamente poetica, quasi metafisica.
Man mano che ci si avvicina, il bianchissimo volume della costruzione cambia forma a seconda dell'angolo di osservazione. La chiesetta che si erge sopra le altre quattro sembra quasi fluttuare.
Panagia Paraportianì non è semplicemente uno dei monumenti più fotografati di Mykonos.
È un simbolo di spiritualità che sintetizza l'identità architettonica delle Cicladi.
Visitarla poco prima del tramonto, quando la luce tinge le pareti di rosa e oro e il mare alle sue spalle risplende, è uno spettacolo irripetibile.
Passeggiando per i vicoli della Piccola Venezia, ci si può sedere a bere qualcosa godendo del panorama marino per poi lasciare che lo sguardo si posi nuovamente sul bianco profilo della chiesa. Allora sarà possibile comprendere perché Panagia Paraportianì sia, più che un monumento, un'esperienza di luce.
Ai margini della Piccola Venezia, nel quartiere Kastro (Kasteli), sorge questo capolavoro del minimalismo cicladico che cattura lo sguardo dei visitatori di Mykonos.
Costruita in più fasi dal XV al XVI secolo, Panagia Paraportianì è composta da quattro chiesette che ne costituiscono la base, dedicate a: Agios Efstathios, Agii Anargyri, Agios Sozon e Agia Anastasia. Edificata sopra di esse, la quinta è dedicata a Panagia (Vergine Maria). Il risultato è un complesso architettonico che sembra essere scaturito dalla luce e dalla calce: curve che ammorbidiscono gli spigoli, muri che al tramonto sembrano dissolversi, una geometria profondamente poetica, quasi metafisica.
Man mano che ci si avvicina, il bianchissimo volume della costruzione cambia forma a seconda dell'angolo di osservazione. La chiesetta che si erge sopra le altre quattro sembra quasi fluttuare.
Panagia Paraportianì non è semplicemente uno dei monumenti più fotografati di Mykonos.
È un simbolo di spiritualità che sintetizza l'identità architettonica delle Cicladi.
Visitarla poco prima del tramonto, quando la luce tinge le pareti di rosa e oro e il mare alle sue spalle risplende, è uno spettacolo irripetibile.
Passeggiando per i vicoli della Piccola Venezia, ci si può sedere a bere qualcosa godendo del panorama marino per poi lasciare che lo sguardo si posi nuovamente sul bianco profilo della chiesa. Allora sarà possibile comprendere perché Panagia Paraportianì sia, più che un monumento, un'esperienza di luce.




















