Roccaforte strategica con una vista mozzafiato
Il motivo principale per cui i visitatori di Chalkida salgono al castello di Karababa, sulla collina di Kanithos (o Fourka) della costa beota, è per ammirare dall'alto il papnorama più bello della città ma anche lo spettacolare Stretto di Evripos. Interessante è anche la tomba dello scrittore Giannis Skarimpas, che si trova lì.
Sono entrambi ottimi motivi per visitarlo, ma altrettanto bello è il castello stesso, situato in un punto dove preesisteva una fortificazione fin dall'antichità. Un punto strategicamente importante nel corso dei secoli, poiché controllava lo Stretto di Evripos, parte del Golfo Evoikos, e il collegamento tra l'Evia e la Grecia continentale.
Fu progettato dal veneziano Girolamo Galoppo, nel 1685, durante la guerra turco-veneziana. Contrariamente a quanto si potrebbe supporre, fu costruito per conto dei turchi, i quali trovarono un rifugio sicuro dietro le sue possenti mura, respingendo le forze di Francesco Morosini e provocando gravi danni alla sua flotta. Si possono visitare le mura, ancora al loro posto, insieme ai tre bastioni, all'imponente torre e al campanile, che sostituì la campana di allarme del castello, raffigurata in diverse incisioni.
È bello passeggiare all'interno e all'esterno della fortezza, visitare la chiesetta di Profitis Ilias, costruita nel 1895, e avvicinarsi al bastione orientale per osservare i due cannoni russi del XIX secolo. Il bastione occidentale ospita la splendida mostra di sculture medievali, rinvenute a Chalkida e databili dai primi anni del cristianesimo fino al XIX secolo. Esse raccontano in modo diverso la storia della città.
Sono entrambi ottimi motivi per visitarlo, ma altrettanto bello è il castello stesso, situato in un punto dove preesisteva una fortificazione fin dall'antichità. Un punto strategicamente importante nel corso dei secoli, poiché controllava lo Stretto di Evripos, parte del Golfo Evoikos, e il collegamento tra l'Evia e la Grecia continentale.
Fu progettato dal veneziano Girolamo Galoppo, nel 1685, durante la guerra turco-veneziana. Contrariamente a quanto si potrebbe supporre, fu costruito per conto dei turchi, i quali trovarono un rifugio sicuro dietro le sue possenti mura, respingendo le forze di Francesco Morosini e provocando gravi danni alla sua flotta. Si possono visitare le mura, ancora al loro posto, insieme ai tre bastioni, all'imponente torre e al campanile, che sostituì la campana di allarme del castello, raffigurata in diverse incisioni.
È bello passeggiare all'interno e all'esterno della fortezza, visitare la chiesetta di Profitis Ilias, costruita nel 1895, e avvicinarsi al bastione orientale per osservare i due cannoni russi del XIX secolo. Il bastione occidentale ospita la splendida mostra di sculture medievali, rinvenute a Chalkida e databili dai primi anni del cristianesimo fino al XIX secolo. Esse raccontano in modo diverso la storia della città.









































