Luogo di memoria nazionale ed emozione senza tempo
Non è esattamente un Castello, nè sorge su un’altura, eppure è proprio in questo luogo che è stata scritta una delle pagine più gloriose della storia greca: l’Esodo di Mesolongi, nell’aprile del 1826. Ibrahim Pascià lo denominò «Recinto», mentre il poeta Dionisios Solomos scrisse: «Mai i miei occhi videro un luogo più glorioso di questa piccola Aia».
Le mura con il fossato maggiore e quelli minori, i bastioni e i terrapieni, che sostanzialmente circondavano i «liberi assediati», (il titolo di una delle opere più importanti del poeta nazionale Dionisios Solomos) rendendo Mesolongi come un’isola, furono costruite nel 1823, da Michail Kokkinis, su ordine di Alexandros Mavrokordatos ad opera di combattenti e civili. Con le forze del generale ottomano Kioutachi (Reshid Mehmed Pascià) e di Ibrahim Pascià alle porte, il Castello ricevette diversi rinforzi e riuscì a resistere contro ogni previsione. Gli abitanti della città non caddero, ma furono costretti all’eroico Esodo di Mesologgi, a causa dell’assedio che impediva i rifornimenti.
Dopo la caduta di Mesolongi, le mura furono distrutte. Al loro posto, fu edificato un nuovo muro nel 1838, durante il regno di Ottone, in onore dei caduti.
Ciò che si vede oggi, è opera del 1850. Inoltre, si può vedere la Porta, nella stessa posizione dove si trovava in passato, e certamente il Giardino degli Eroi: un’estensione di 1,4 ettari dove i partecipanti all’Esodo combatterono e furono sepolti. E’ un’area caratterizzata come Luogo Storico. La sua forma attuale risale al 1930 e durante il tour, è possibile vedere, tra la ricca vegetazione, i 69 monumenti per i combattenti greci e filelleni. In sostanza, si tratta di una collezione di sculture all’aperto, dove, tra l’altro, è situato il Tumulo degli Eroi, la statua del poeta filelleno Lord Byron, il monumento dei Filelleni, il monumento dedicato a Markos Botsaris.
Le mura con il fossato maggiore e quelli minori, i bastioni e i terrapieni, che sostanzialmente circondavano i «liberi assediati», (il titolo di una delle opere più importanti del poeta nazionale Dionisios Solomos) rendendo Mesolongi come un’isola, furono costruite nel 1823, da Michail Kokkinis, su ordine di Alexandros Mavrokordatos ad opera di combattenti e civili. Con le forze del generale ottomano Kioutachi (Reshid Mehmed Pascià) e di Ibrahim Pascià alle porte, il Castello ricevette diversi rinforzi e riuscì a resistere contro ogni previsione. Gli abitanti della città non caddero, ma furono costretti all’eroico Esodo di Mesologgi, a causa dell’assedio che impediva i rifornimenti.
Dopo la caduta di Mesolongi, le mura furono distrutte. Al loro posto, fu edificato un nuovo muro nel 1838, durante il regno di Ottone, in onore dei caduti.
Ciò che si vede oggi, è opera del 1850. Inoltre, si può vedere la Porta, nella stessa posizione dove si trovava in passato, e certamente il Giardino degli Eroi: un’estensione di 1,4 ettari dove i partecipanti all’Esodo combatterono e furono sepolti. E’ un’area caratterizzata come Luogo Storico. La sua forma attuale risale al 1930 e durante il tour, è possibile vedere, tra la ricca vegetazione, i 69 monumenti per i combattenti greci e filelleni. In sostanza, si tratta di una collezione di sculture all’aperto, dove, tra l’altro, è situato il Tumulo degli Eroi, la statua del poeta filelleno Lord Byron, il monumento dei Filelleni, il monumento dedicato a Markos Botsaris.











































