Una festa religiosa con radici che si perdono nel tempo
Il rituale inizia con la messa vespertina e la benedizione delle offerte – pane, olio e vino, cioè degli stessi alimenti che accompagnavano l’antico rituale dedicato a Demetra. I fedeli portano dei foglietti con su scritto il nome delle proprie famiglie, da leggere durante la preghiera «per la fertilità dei frutti della terra». Alla fine, il pane è distribuito a tutti, in un atto di condivisione della cena e di unione, come del resto avveniva nei misteri dell’antichità.
Dal 2014, grazie all’iniziativa dell’Associazione del Folclore di Elefsina «Adrachti», rivive anche il rituale della preparazione del polysporo, un piatto a base di cereali. Questo solenne piatto, preparato con cereali e legumi cotti, melassa, melagrana e uva passa, vuole simboleggiare la fertilità ed il proseguimento della vita, ed è distribuito al fedeli alla fine della messa vespertina.
La festa della Madonna Mesosporitissa è stata inserita nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO. Oltre alla celebrazione religiosa, la festa è un incontro tra il sacro e l’umano, l’antico ed il moderno. Per gli abitanti di Elefsina, è un tacito promemoria che la terra – finanche nella sua metamorfosi industriale – continua a nutrire, a ricordare e ad unire.












