Cinque giorni di festeggiamenti e di tradizione
Perchè una chiesetta campestre che festeggia regolarmente il 5 febbraio organizza la sua sagra nel cuore dell’estate, ad agosto? E perchè questa sagra dura quasi una settimana? È ciò che avviene con Agia Agathi (Sant’Agata), una chiesetta a due km di distanza dalla cittadina di Etolikò, ai piedi del monte Arakynthos, edificata nei primi anni subito dopo la Rivoluzione del 1821.
Si tratta di una delle sagre più amate e vive nella regione della città di Mesolongi, e dal 2020 è nella Lista Nazionale del Patrimonio Culturale Immateriale.
Anche se sono numerose le teorie circa la sua origine, predominante sembra essere quella che la collega con l’assemblea dei capi armati della regione nord-occidentale di Grecia, durante la Rivoluzione del 1821. Tale assemblea fu convocata da Alexandros Mavrokordatos il 23 agosto 1824, nel monastero di Psilì Panagià, (in greco psilì vuol dire alto) in alto sulla montagna, allo scopo di riconciliare politici e combattenti. L’incontro ebbe un esito positivo e si concluse con una marcia comune verso Etolikò, seguita da una festa.
Oggi, i capi armati sono sostituiti da festeggianti “armati”, alcuni a cavallo, suddivisi in gruppi, come in passato le antiche compagnie di daifades klefton (bande armate attive durante la dominazione ottomana e la Rivoluzione del 1821), con a capo il capitano. Ogni gruppo – banda aveva necessariamente i suoi musicisti, suonatori di zurnas, strumento a fiato di origine turca, di daouli, una specie di tamburo, e di pipiza, una variante di zurnas, e spesso erano organizzati in zygies, in coppia.
Le preparazioni iniziano a Ferragosto con i festeggianti che si occupano dei loro costumi e delle provviste di cibo e bevande, festeggiando senza pausa intorno alla chiesetta. Del resto, questa festa che dura tutta la notte rende questa sagra speciale. Naturalmente, non mancano dal rituale pellegrinaggi e suppliche. Momenti culminanti, tuttavia, sono i bantonades (suonatori ambulanti), che vanno di casa in casa il 21 agosto, dove gli abitanti di Etolikò offrono loro da bere sulla soglia della loro abitazione, nonchè l’accoglienza dei festeggianti “armati” provenienti dal paesino di Stamnà il 22 agosto, che giungono in un’impressionante formazione a falange, seguita il 23 agosto dalla sfilata dei festeggianti “armati”, che si conclude con danze nella piazza centrale.
Si tratta di una delle sagre più amate e vive nella regione della città di Mesolongi, e dal 2020 è nella Lista Nazionale del Patrimonio Culturale Immateriale.
Anche se sono numerose le teorie circa la sua origine, predominante sembra essere quella che la collega con l’assemblea dei capi armati della regione nord-occidentale di Grecia, durante la Rivoluzione del 1821. Tale assemblea fu convocata da Alexandros Mavrokordatos il 23 agosto 1824, nel monastero di Psilì Panagià, (in greco psilì vuol dire alto) in alto sulla montagna, allo scopo di riconciliare politici e combattenti. L’incontro ebbe un esito positivo e si concluse con una marcia comune verso Etolikò, seguita da una festa.
Oggi, i capi armati sono sostituiti da festeggianti “armati”, alcuni a cavallo, suddivisi in gruppi, come in passato le antiche compagnie di daifades klefton (bande armate attive durante la dominazione ottomana e la Rivoluzione del 1821), con a capo il capitano. Ogni gruppo – banda aveva necessariamente i suoi musicisti, suonatori di zurnas, strumento a fiato di origine turca, di daouli, una specie di tamburo, e di pipiza, una variante di zurnas, e spesso erano organizzati in zygies, in coppia.
Le preparazioni iniziano a Ferragosto con i festeggianti che si occupano dei loro costumi e delle provviste di cibo e bevande, festeggiando senza pausa intorno alla chiesetta. Del resto, questa festa che dura tutta la notte rende questa sagra speciale. Naturalmente, non mancano dal rituale pellegrinaggi e suppliche. Momenti culminanti, tuttavia, sono i bantonades (suonatori ambulanti), che vanno di casa in casa il 21 agosto, dove gli abitanti di Etolikò offrono loro da bere sulla soglia della loro abitazione, nonchè l’accoglienza dei festeggianti “armati” provenienti dal paesino di Stamnà il 22 agosto, che giungono in un’impressionante formazione a falange, seguita il 23 agosto dalla sfilata dei festeggianti “armati”, che si conclude con danze nella piazza centrale.




















