Ricordi e reperti dalla “terra del gesso”
Nel cuore di Choriò, il capoluogo dell’isola, una vecchia casa a due piani è stata convertita per allestire un piccolo ma interessante museo. Qui si può vedere la storia di Kimolos (che in greco significa “gesso”) dal Neolitico fino all'epoca romana: ossidiane e selci, sepolture del geometric con decine di vasi, epigrafi, idoli e le tracce di una città che un tempo guardava il mare dalle odierne località di Ellinikà e Agios Andreas. Il racconto si intreccia perfettamente con il paesaggio: la “terra del gesso”, l'argilla bianca che ha reso famosa l'isola, è il filo invisibile che unisce i reperti alle rocce vulcaniche di Kimolos.
Reperti di spicco
- Tracce della vita quotidiana nel tardo Neolitico: utensili in ossidiana e selce, frammenti di vasi.
- Reperti protocicladici, tra cui una figurina (idolo) a forma di violino e un piccolo cratere in marmo.
- Frammenti micenei provenienti dalla località Ellinikà che testimoniano un insediamento precoce e rapporti commerciali.
- L'impressionante collezione di oltre 300 vasi provenienti dalla necropoli del geometrico in località Ellinikà, con cremazioni risalenti all'VIII secolo a.C.
- Stele funeraria in tufo con figura femminile (VII secolo a.C.), una delle prime stele di pietra ornata con decorazioni.
- Lucerne ellenistiche e romane, statuette e piccoli oggetti che narrano la vita della città fino ai primi secoli cristiani.
- Risoluzione onorifica in segno di stima per il giudice Charianthos che illumina l'organizzazione politica degli abitanti di Kimolos durante l’Età Ellenistica.








































































































