Un insediamento medievale nell'Egeo
Per lo scrittore di viaggi e poeta Lawrence Durrell, Patmos era «più un'idea che un luogo, un simbolo ancor più che un'isola». Il britannico esortava i suoi lettori a seguire la strada che porta al Monastero di San Giovanni il Teologo (XI secolo d.C.), a intrufolarsi nella biblioteca nascosta nelle sue viscere e a scoprirne i tesori: più di 1.200 manoscritti e 3.000 libri antichi, preziose testimonianze della letteratura bizantina e post-bizantina. Poi chiedeva loro di spaziare con lo sguardo all'orizzonte.
Seguite il suo consiglio e scendete poi nel Centro Storico della Chora, che insieme al Monastero di San Giovanni il Teologo e alla Grotta dell'Apocalisse è un Sito Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. L'insediamento si è sviluppato intorno al monastero-fortezza fondato nel 1088 da San Cristodulo. Le prime case furono costruite parallelamente al Monastero, che offriva protezione in un'epoca di frequenti incursioni piratesche nell'Egeo.
Passeggiando, noterete che la Chora si è evoluta nel tempo in un particolare connubio di tradizioni architettoniche con influenze di coloni cretesi e costantinopolitani e maestranze dell'Asia Minore. Attraversate strette stradine acciottolate e archi per giungere in piccole piazze o cortili silenziosi con casette bianche. Vedrete immagini che richiamano l'estetica delle Cicladi, ma che portano forte l'impronta medievale.
Dal XVI al XVIII secolo, quando Patmos conobbe un boom economico grazie al commercio e alla navigazione, la Chora si arricchì di dimore signorili (archontika) di capitani e famiglie benestanti, con alti muri in pietra, pesanti porte in legno e cortili interni. Una di queste è la Dimora Simantiri del XVII secolo, con mobili e ricami unici. Visitate anche la Dimora Nikolaïdi, per vedere come vivevano i patmioti in passato, con cisterne per l'acqua piovana, la cucina con il forno autentico, la cappella privata e l'ambataros, un ripostiglio in legno decorato con immagini folcloristiche.
Seguite il suo consiglio e scendete poi nel Centro Storico della Chora, che insieme al Monastero di San Giovanni il Teologo e alla Grotta dell'Apocalisse è un Sito Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. L'insediamento si è sviluppato intorno al monastero-fortezza fondato nel 1088 da San Cristodulo. Le prime case furono costruite parallelamente al Monastero, che offriva protezione in un'epoca di frequenti incursioni piratesche nell'Egeo.
Passeggiando, noterete che la Chora si è evoluta nel tempo in un particolare connubio di tradizioni architettoniche con influenze di coloni cretesi e costantinopolitani e maestranze dell'Asia Minore. Attraversate strette stradine acciottolate e archi per giungere in piccole piazze o cortili silenziosi con casette bianche. Vedrete immagini che richiamano l'estetica delle Cicladi, ma che portano forte l'impronta medievale.
Dal XVI al XVIII secolo, quando Patmos conobbe un boom economico grazie al commercio e alla navigazione, la Chora si arricchì di dimore signorili (archontika) di capitani e famiglie benestanti, con alti muri in pietra, pesanti porte in legno e cortili interni. Una di queste è la Dimora Simantiri del XVII secolo, con mobili e ricami unici. Visitate anche la Dimora Nikolaïdi, per vedere come vivevano i patmioti in passato, con cisterne per l'acqua piovana, la cucina con il forno autentico, la cappella privata e l'ambataros, un ripostiglio in legno decorato con immagini folcloristiche.




















