I giganti di pietra dell'Egeo
Simbolo inconfondibile del paesaggio delle Cicladi, queste meraviglie cilindriche, che racchiudono bellezza, cultura e tradizione, punteggiano le creste delle colline come silenziosi testimoni del duro lavoro degli abitanti di un'altra epoca. Questa invenzione ammirevole, precursore dell'era industriale e brillante esempio di pensiero ecologico, sfruttava al massimo l'energia inesauribile del vento per garantire il bene più essenziale per la vita di tutti i giorni: il pane!
I mulini a vento apparvero in Grecia tra il XII e il XIII secolo. La loro bellezza e maestosità furono elogiate dai viaggiatori e immortalate in incisioni e fotografie, facendo il giro del mondo...
I mulini a vento nell'arcipelago delle Cicladi
Nell'arcipelago delle Cicladi operavano oltre 600 mulini a vento! La loro costruzione, in molti casi difficile e costosa quanto quella di un grande veliero, richiedeva un'attenta scelta del sito in cui collocarli. L'ideale era un punto in cui i venti del nord si abbattevano con tutta la loro forza: su alture, nelle forre, all'uscita di una gola o sulle "lingue" dei promontori.
Anche la distanza del mulino dall'abitato era importante. Il mulino a vento doveva essere costruito in un luogo accessibile al bestiame da soma, vicino agli insediamenti abitativi, ma sufficientemente lontano da altri edifici da non ostacolare il suo regolare funzionamento. Del resto, l'assenza di ostacoli che impedissero il passaggio dell'aria da ogni direzione è espressamente menzionata nei contratti di compravendita dei mulini a vento.
Il mulino a ruota
Il tipo di mulino a vento più diffuso nelle isole dell'Egeo era il cosiddetto mulino a ruota o mulino a torre comune. Di norma era in pietra, di forma cilindrica, con un tetto conico che ruotava in base alla direzione del vento e un "cappello" di paglia. Vele triangolari candide, sostenute da enormi antenne, mettevano in moto un sistema di assi e ruote di legno che, a loro volta, trasferivano la forza del vento alla macina superiore (panarià), la quale ruotava su un'altra macina fissa (katarià). Tra le due macine orizzontali, il grano, l'orzo e il mais venivano macinati per ottenere la farina, un prodotto fondamentale per l'alimentazione.
All’opera
Quando il mulino era pronto per entrare in funzione, il mugnaio stendeva un telo per segnalare ai contadini di portare il grano da macinare. A quel punto, i sentieri si riempivano di carri e asini carichi di sacchi contenenti il raccolto dell'anno. Spesso, il trasporto veniva affidato alle donne del villaggio che portavano i sacchi sulla testa. In questo stesso modo, poi, trasportavano a casa la farina per il pane della famiglia. Dal macinato, il mugnaio tratteneva il 10% come compenso.
Il mulino era in funzione 24 ore su 24. Non c'erano orari prestabiliti né giorni di riposo, se non in occasione delle feste religiose. L'intensità del lavoro era dettata dalle necessità, dalla stagione e dalle condizioni meteorologiche. Un mulino a vento poteva macinare 20-70 kg di cereali all'ora, a seconda dell'intensità e della direzione del vento.
Il padrone del mulino a vento
Il mugnaio, figura di spicco nella comunità locale, eccellente narratore, a volte cantastorie e abile informatore, dai capelli bianchi per gli anni e la polvere di farina, era il padrone assoluto del suo mulino. Interpretava i segni della natura, regolava le vele lottando contro gli scatti del tempo, sonnecchiava al ritmo cullante del cigolio della macina e orientava le vele in base alla direzione del vento.
L'attesa nel cortile del mulino, solitamente molto lunga, era allietata da scherzi, chiacchiere e feste improvvisate. Lì, nelle belle notti d'estate, piene di mistero e voglia di stare in compagnia, il suono monotono della pala dava il tono e l'ispirazione per le più belle canzoni popolari, che parlavano di dolore, amore e malinconia.
L'isola dei mulini a vento
Molti mulini a vento sono ancora presenti sulle isole greche, anche se non svolgono più la loro funzione originaria. Alcuni sono stati completamente restaurati e adibiti a musei, spazi espositivi, spazi di cultura, locali di intrattenimento e ristorazione (caffè, bar, piccoli ristoranti), ma anche a esclusivi alloggi per un soggiorno indimenticabile. Altri sono stati ristrutturati e adibiti a residenze private.
L'isola greca più famosa per i mulini a vento è senza dubbio Mykonos. Gli ultimi sette mulini a vento di Mykonos (un tempo se ne contavano più di venti) si ergono nel quartiere di Castello (Kastro) a Chora. I loro imponenti volumi completamente bianchi, orientati verso il mare aperto, resistono ostinatamente alle forti raffiche di vento dei meltemi delle Cicladi. Essi fanno da sfondo a innumerevoli fotografie, facendo conoscere l'immagine dell'isola in tutto il mondo.