Fari di spiritualità
Caratterizzata da una ricca tradizione spirituale e religiosa, Grecia attira migliaia di persone da tutto il mondo, che vi si recano per ammirare i monumenti religiosi o per soddisfare le proprie esigenze spirituali.
Un itinerario dedicato alla bellezza dell'arte ecclesiastica
Una visita al Museo Ecclesiastico-Archivio di Cimelli “Psychis Akos” (letteralmente: guarigione dell'anima) è davvero una cura per l'anima, proprio come suggerisce il suo nome. Al tempo stesso, rappresenta un centro di grande valore culturale per la comunità di Serres, la città in cui si trova. È stato fondato nel 2008 su iniziativa del Arcivescovo di Serres e Nigrita, Theologos. Il museo è articolato in quattro sale che ospitano una collezione di cimeli sacri, quali icone, intagli lignei, ricami dorati e oggetti sacri, provenienti dai monasteri e dalle chiese della regione e risalenti a un periodo compreso tra il XIV e l'inizio del XX secolo. Il territorio vanta infatti un'importante tradizione agiografica, grazie ai laboratori che operavano nella zona di Nigrita.
Il Museo Ecclesiastico di Lakeria, situato nel villaggio di Anatolì, nella regione della Tessaglia, deve la propria fondazione alla presenza di numerose celle sul monte soprannominato "Monte delle Celle" per via degli eremi e dei monasteri bizantini, che costellavano l'intera area e che contribuirono alla fioritura del monachesimo dal IX al XIV secolo. Oggi è attivo solo il monastero femminile di Timios Prodromos (San Giovanni il Precursore), di cui una parte risale al 1100. L'associazione culturale degli abitanti di Anatolì ha raccolto oggetti ecclesiastici e icone di pregio, superstiti dell'attività artigianale e artistica del passato, che oggi sono esposti nel museo. Nelle vetrine del museo sono esposti vangeli veneziani del XVI secolo, icone e trittici del XVII secolo, iconostasi intagliate nel legno, arredi sacri e manoscritti di grande valore storico. Sul sito web dell'Amministrazione Provinciale di Larissa è possibile farsi un'idea della collezione, grazie alla pubblicazione di una serie di reperti digitalizzati del museo.
Presso la cittadina di Agià, nella Tessaglia, si trova la Collezione Ecclesiastica di Agii Antonii, che comprende vangeli, icone del XVII secolo, iconostasi intagliate nel legno, arredi sacri e vangeli del XVI secolo (stampati a Venezia) di grande valore storico. All'isola di Syros, nella sala del Museo Ecclesiastico, è stata aggiunta anche una collezione di oggetti di artigianato popolare delle Cicladi che si integra armoniosamente con i meravigliosi cimeli ecclesiastici: icone dei secoli XVII e XVIII, paramenti arcivescovili e sacerdotali, oggetti liturgici, croci pettorali e bastoni pastorali, ricami in oro e oggetti intagliati nel legno.
In modo analogo, il sito web della Metropolia definisce il Museo Ecclesiastico del Monastero di Panormitis di Symi (isola del Dodecaneso) come “Folcloristico-Religioso”. Il museo ospita, tra le altre cose, attrezzi agricoli, strumenti di misura del XIX secolo, una collezione di reperti archeologici subacquei, la "vecchia cantina", un salotto tradizionale di Symi con camera da letto e un'area dedicata alla tessitura domestica, un'attività che un tempo era praticata dalle donne. I reperti di carattere ecclesiastico sono ancora più importanti e includono, in primo piano, un enorme epitafio, ossia un drappo ricamato in oro raffigurante Cristo morto, realizzato in Russia nel 1852 su velluto rosso porpora e incorniciato dalle parole dell'apolytikion (inno) "O euschimon Iosif" (Giuseppe il Decoroso), anch'esso ricamato in oro. L'epitafio fu donato dall'allora console russo a Costantinopoli, Zakharij Zacharov, all'abate Ierotheos Fotiadis, che era stato anche insegnante di suo figlio.
Quando si parla di lotte nazionali, non si può non menzionare il Monastero di Toploù a Creta, centro nevralgico delle lotte d'indipendenza dalla dominazione turca e della resistenza contro l'occupazione nazista, durante la quale i tedeschi giustiziarono l'abate Gennadios Silignakis e il monaco Kallinikos Papathanasakis. Il monastero ospita due collezioni museali. La Collezione di cimeli ecclesiastici e icone comprende cimeli risalenti al periodo che va dal XV al XIX secolo, principalmente icone bizantine e post-bizantine, paramenti sacri, libri sacri, manoscritti e incunaboli, come la prima edizione del Dizionario Suida del 1499, nonché vari altri oggetti ecclesiastici. Il katholikon (chiesa principale del monastero) custodisce icone di grande valore, come il Cristo in trono dell'iconostasi, del XV secolo, probabilmente opera di Andreas Ritsos, la Panagia Amiantos (“Madonna Immacolata”) dell'iconostasi, dello stesso secolo, e la famosa icona Megas ei Kyrie (“Grande è il Signore”) una rappresentazione pittorica del contenuto della preghiera della benedizione delle acque recitata nella festa dell'Epifania, con 61 scene che vanno dalla Genesi ai tempi di Gesù e risalente al 1770, opera del pittore sacro Ioannis Kornaros. Nel monastero sono inoltre conservate circa 100 incisioni, calcografie, litografie e xilografie, donate dal professore Theocharis Provatakis e raffiguranti principalmente i monasteri del Monte Athos e della Palestina. Le opere risalgono ai secoli XVII, XVIII e XIX. Nel monastero sono custoditi anche documenti patriarcali, tra cui quelli del Patriarca Ecumenico Gregorio V, uno stendardo delle rivolte cretesi del 1866 e molto altro. Il monastero di Toploù è un'ottima scelta per concludere il tour dei musei ecclesiastici, con un bicchierino del distillato tsikoudià, un distillato biologico prodotto dai monaci nel monastero cretese e esportato anche in Europa.
Questo breve itinerario tra i musei ecclesiastici può concludersi alle Cicladi, più precisamente a Paros e a Naxos. il Museo Bizantino della Diocesi di Paros e Naxos è allestito nell'angolo sud-occidentale del complesso delle celle della Panagia Ekatontapylianì di Paros. Inaugurato nel 1930 per iniziativa del parroco di Ekatontapylianì, Georgios Skaramagas (1867-1944), il museo, per vari motive, era rimasto chiuso in alcuni periodi. Dal 1993 è regolarmente aperto ai visitatori desiderosi di ammirare i suoi straordinari reperti: icone provenienti da chiese e monasteri di Paros e dell'Asia Minore, da Rodi, dalla Macedonia, e anche dalla Romania, grazie alle generose donazioni e alle offerte votive attribuite al principe della Valacchia Nikolaos Mavrogenis, originario del paese di Marmara di Paros. Sono esposte anche opere di maestri della scuola cretese dei secoli XV e XVI secolo, l'Epitafio (un drapo recante raffigurazione di Cristo Morto) di Ekatontapylianì, un eccezionale esempio di intaglio ligneo ecclesiastico post-bizantino, opere di argenteria e un Vangelo con una raffinata decorazione, anch'esso donato dal principe.