Fanò, “Boumpousaria” e lanterne volanti
Kozani è una città di lunga storia, dove nel corso dei secoli diverse comunità si sono incontrate e per questo motivo c’è stato uno scambio di elementi, popolazioni e cultura. Infatti, ha da mostrare un mosaico di costumi, tradizioni e usanze che sopravvivono o rivivono, oltre a costituire un polo di attrazione per i visitatori. La maggior parte di essi, certamente, si collegano alle grandi festività, come il periodo di dodici giorni dal Natale all'Epifania, il Carnevale, la Pasqua e il 15 agosto, ma non mancano le sagre in onore del santo patrono di ogni paese o le feste dedicate ai prodotti locali
La città di Kozani è famosa per il suo Carnevale, che attualmente comprende decine di eventi e giochi, che durano 12 giorni, dal Giovedì Grasso fino al Lunedì Puro, primo giorno della Quaresima per gli ortodossi. Il momento culminante è certamente quando si accendono i Falò, la domenica, l’ultimo giorno del Carnevale prima del Lunedì Puro: l’intera città riunita intorno ai falò che vengono accesi negli incroci delle strade, si diverte sfrenatamente con danze, scherzi e canti, la maggior parte dei quali si distinguono per la loro libertà espressiva e la schiettezza. Un’usanza con radici profondissime che gli abitanti conservano ancora oggi. Lassania, un’altra festa molto sentita a Kozani, costituita da una serie di eventi che interessano la cultura e lo svago e sono organizzati da quasi 40 anni, in onore di Georgios Lassanis (1793-1870), un letterato e politico della città. Il periodo in cui hanno luogo va dalla metà di giugno fino alla fine di settembre con rappresentazioni teatrali, proiezioni cinematografiche, musica ed altro ancora.
Usanze legate al Natale e al Capodanno che sono mantenute in molte zone di Kozani come Kolianta: sono i canti dei bambini con versi particolari, rispetto ai canti tradizionali di Natale di tutta la Grecia. In passato, questi bambini, girando di casa in casa, prendevano come compenso il Koliantina, un piccolo tarallo preparato appositamente dalle donne di casa. Con piccole differenze di località in località, in riferimento al rituale ed al momento preciso, sempre, però, entro i dodici giorni, un’altra usanza è quella di Boumpousaria o Poumpousaria, cioè gruppi di persone travestite tra cui c’è «Boula», una figura femminile, e «Arapis», una figura maschile che indossano costumi tradizionali o maschere improvvisate che scuotono la gente con i loro scherzi e canti. Nella vigilia di Capodanno, a Galatinì, il giorno dell’Epifania a Siatista, mentre a Eratyra questa usanza inizia la vigili e si conclude con la sfilata il giorno successivo al Capodanno. Con questo stesso contenuto, anch’essa diffusa in numerose località della Grecia, c’è l’usanza di Gamila, legata, di solito, con il Carnevale, che nel paesino di Eanì si celebra la vigilia del Capodanno. Negli otto paesini, la cui popolazione proviene dai greci del Ponto, si conserva l’usanza di Momogeri, probabilmente risalente alla Grecia antica.
In passato, prima di Natale, nella maggior parte delle comunità rurali si organizzava l’usanza di Gournocharà, cioè la macellazione del maiale appartenente alla casa che, con molta cura, veniva cresciuto tutto l’anno per assicurare la carne ed il grasso per la cucina. Con la carne del maiale si preparavano salsicce, kavourmas (un salame particolare con pezzi di carne bollita nel suo grasso), pichtì (un salame simile al kavourmas con pezzi di carne e verdure in gelatina), si separava il grasso e naturalmente si preparavano tsigarides, una sorta di cicoli con poca carne e molto grasso, cioè quello che restava dalle lavorazioni precedenti. Di solito, a metà dicembre a Vlastì, Dilofos, Morfi, Avgerinos ma anche altrove questa usanza rivive mentre a Tsotyli, Molochas, Eratyra ed anche in altri paesini si organizza la Festa di Tsigarida.
A Pentalofos, il primo giorno di Quaresima per i greci, gli abitanti non fanno volare gli aquiloni, come nel resto del Paese, ma lanterne volanti variopinte, costruite da loro stessi, offrendo uno spettacolo unico.
In molti paesi, il sabato di San Lazzaro, giovani ragazze, Lazarines, indossando dei costumi tradizionali molto belli, escono in gruppo e si fermano a tutte le case cantando canzoni appropriate alla situazione o ai desideri di ogni padrone di casa.
Uno spettacolo molto interessante è quello di Kavalarides, i cavalieri a Siatista, che, nel giorno di Ferragosto, salgono con i loro cavalli al Monastero della Madonna a Mikrokastro per pregare presso la sua icona. Il ritorno nella cittadina segna l’inizio di una grande festa. La stessa usanza si svolge a Vlastì, quando il 27 luglio i cavalieri salgono fino al Monastero di Agios Panteleimon.
Numerose feste fanno onore ai prodotti locali, come la Festa della Pesca a Velventò ad agosto, la Festa della Castagna a Pentalofos e più a nord a Damaskinià ad ottobre, la Festa del formaggio Manouri a Vlastì ai primi di agosto e tante altre ancora che non hanno date prestabilite, perché sono organizzate dagli enti locali.