Fuga in una natura che ha ispirato miti
Il paesaggio che circonda le sorgenti di Krya, che sgorgano nella gola di Erkyna, è davvero da favola: l'acqua scorre da tutte le parti, a volte tranquilla, a volte impetuosa; immensi platani dalla chioma talmente folta ed estesa da nascondere la vista del cielo; monumenti tradizionali, ma anche caffè e trattorie, offrono le condizioni migliori per una gita indimenticabile nel cuore di Livadià.
Nulla ricorda più l'oracolo di (Zeus) Trofonio, attivo in questo sito nell'antichità. “Anticamera” di Delfi, questo oracolo era collocato in una grotta. Secondo le descrizioni di Pausania, prima della consultazione l'interrogante doveva abbeverarsi da due sorgenti: quella di Lethe, la “dimenticanza”, che l’avrebbe aiutato a dimenticare tutto ciò che sapeva fino a quel momento, e quella di Mnemosyne, la “ricordanza”, che gli avrebbe fatto ricordare il responso che avrebbe sentito nel buio anfrato della grotta oracolare, dove restava per ore se non addirittura per giorni.
Lontano dalle arcane storie dell'oracolo, le attuali sorgenti di Krya rimangono senz’altro impresse nella memoria. Il fiume e la gola, prendono nome da una ninfa, Erkyna (Ercina) compagna di Persefone. Secondo il mito, un giorno le due compagne stavano giocando con un'oca, che si nascose in una grotta. Quando spostarono una pietra per trovarla, sgorgarono le sorgenti.
Le sorgenti rendono Livadià una meta idilliaca. Si può passeggiare in tranquillità lungo le stradine lastricate che costeggiano il fiume, ammirare la scultura della ninfa Erkyna (Ercina) che emerge dalle acque o salire fino alla chiesetta di Agia Ierusalim. Si possono osservare i ponti in pietra, il lavatoio e il mulino ad acqua che sono stati restaurati, rievocando il periodo di maggiore splendore di Livadià nel XIX secolo, quando la forza dell'acqua alimentava numerose attività artigianali. Poi, si può salire fino al castello medievale del XIV secolo, dove si trovano le chiese di Agia Varvara e Agia Sofia. Naturalmente, non si può lasciare Livadià senza una sosta golosa alle sue famose trattorie alla Roumeli per gustare specialità a base di carne.
Nulla ricorda più l'oracolo di (Zeus) Trofonio, attivo in questo sito nell'antichità. “Anticamera” di Delfi, questo oracolo era collocato in una grotta. Secondo le descrizioni di Pausania, prima della consultazione l'interrogante doveva abbeverarsi da due sorgenti: quella di Lethe, la “dimenticanza”, che l’avrebbe aiutato a dimenticare tutto ciò che sapeva fino a quel momento, e quella di Mnemosyne, la “ricordanza”, che gli avrebbe fatto ricordare il responso che avrebbe sentito nel buio anfrato della grotta oracolare, dove restava per ore se non addirittura per giorni.
Lontano dalle arcane storie dell'oracolo, le attuali sorgenti di Krya rimangono senz’altro impresse nella memoria. Il fiume e la gola, prendono nome da una ninfa, Erkyna (Ercina) compagna di Persefone. Secondo il mito, un giorno le due compagne stavano giocando con un'oca, che si nascose in una grotta. Quando spostarono una pietra per trovarla, sgorgarono le sorgenti.
Le sorgenti rendono Livadià una meta idilliaca. Si può passeggiare in tranquillità lungo le stradine lastricate che costeggiano il fiume, ammirare la scultura della ninfa Erkyna (Ercina) che emerge dalle acque o salire fino alla chiesetta di Agia Ierusalim. Si possono osservare i ponti in pietra, il lavatoio e il mulino ad acqua che sono stati restaurati, rievocando il periodo di maggiore splendore di Livadià nel XIX secolo, quando la forza dell'acqua alimentava numerose attività artigianali. Poi, si può salire fino al castello medievale del XIV secolo, dove si trovano le chiese di Agia Varvara e Agia Sofia. Naturalmente, non si può lasciare Livadià senza una sosta golosa alle sue famose trattorie alla Roumeli per gustare specialità a base di carne.


























