Un’istituzione che valorizza l’identità di Elefsina
Elefsina, la città dei Misteri Eleusini e degli dei, ogni anno, in autunno, si trasforma in un palcoscenico vivo di arte e luce. Dal 1975, il Festival «Aeschylia» fa onore a Eschilo, il grande poeta tragico nato in questa città il 525 a.C., e trasforma una vecchia area industriale di un Olificio in uno straordinario paesaggio culturale dove convivono l’antico con il moderno.
Il festival, ritenuto uno dei più duraturi e tra i più rilevanti eventi culturali del Paese, ospita rappresentazioni teatrali, concerti, installazioni di arti figurative, proiezioni cinematografiche e programmi educativi. Illustri personalità delle arti da tutto il mondo hanno presentato le loro opere in questa occasione.
Gli ambienti dove sono presentate le opere, come il teatro all’aperto del Vecchio Olificio, la prima industria moderna di vernici e colori della Grecia, «Iris» (1925), nonchè lo stabilimento costiero della PYRKAL, una fabbrica di armi e munizioni, sono parte dell’esperienza: la luce del tramonto, il ferro, il cemento e l’onda del mare creano un’atmosfera quasi rituale. Mentre il sole tramonta dietro le cisterne ed i vecchi forni, l’immagine si trasforma: i gusci industriali si illuminano ed acquistano nuova vita attraverso le proiezioni artistiche e le installazioni del festival.
Il Festival è un viaggio nell’identità della città. I visitatori sperimentano la convivenza del patrimonio industriale con la creazione artistica moderna, lì dove le cisterne dello stabilimento diventano delle scene e gli edifici acquistano voce.
Il festival, ritenuto uno dei più duraturi e tra i più rilevanti eventi culturali del Paese, ospita rappresentazioni teatrali, concerti, installazioni di arti figurative, proiezioni cinematografiche e programmi educativi. Illustri personalità delle arti da tutto il mondo hanno presentato le loro opere in questa occasione.
Gli ambienti dove sono presentate le opere, come il teatro all’aperto del Vecchio Olificio, la prima industria moderna di vernici e colori della Grecia, «Iris» (1925), nonchè lo stabilimento costiero della PYRKAL, una fabbrica di armi e munizioni, sono parte dell’esperienza: la luce del tramonto, il ferro, il cemento e l’onda del mare creano un’atmosfera quasi rituale. Mentre il sole tramonta dietro le cisterne ed i vecchi forni, l’immagine si trasforma: i gusci industriali si illuminano ed acquistano nuova vita attraverso le proiezioni artistiche e le installazioni del festival.
Il Festival è un viaggio nell’identità della città. I visitatori sperimentano la convivenza del patrimonio industriale con la creazione artistica moderna, lì dove le cisterne dello stabilimento diventano delle scene e gli edifici acquistano voce.



