Foreste vergini e paesini di mastri artigiani della pietra
L'ambiente naturale nell'area più ampia di Grevená possiede una straordinaria diversità. Viaggiando da Samarina sulle cime della catena montuosa di Pindo settentrionale fino a Deskati e alle sponde del fiume Aliakmon, si incontrano opere straordinarie della natura e dell'uomo.
Il Parco Nazionale di Valia Calda costituisce una delle foreste più spettacolari e incontaminate della Grecia. Si trova nella catena montuosa di Pindo Settentrionale, ai confini con la provincia di Ioannina e il suo nome significa "Valle Calda" in valacco, il che rappresenta certamente un eufemismo, poiché qui dominano temperature molto basse e umidità elevata. L'area protetta copre un'estensione di 6.900 ettari e ospita un numero significativo di specie della fauna e della flora greche, tra cui anche l'orso bruno, una specie rara. È attraversata da numerosi piccoli corsi d'acqua, il principale dei quali è Arkoudorema, il ruscello dell'orso, mentre fitti boschi principalmente di pino e faggio coprono la maggior parte dell'area. Esistono diversi sentieri all'interno della foresta, alcuni dei quali richiedono un veicolo 4x4 o un conducente esperto, che attraggono ogni anno numerosi visitatori naturalisti. Perimetralmente, corre il sentiero Kraniá Grevená -Mikrolivadо, che termina nei tradizionali paesini valacchi di Avdella e Perivoli, offrendo vedute straordinarie della foresta.
Nella zona occidentale di Grevenà, molti dei paesini arroccati sui pendii di Pindo settentrionale costituiscono dei musei viventi dell'arte della tradizionale lavorazione della pietra, dei «koudarei» (mastri artigiani della pietra, kuda significa pietra). Case a due e tre piani, con una storia di oltre 150 anni, si ergono ancora fiere, a testimonianza della ricchezza e della conoscenza empirica del passato. Agios Kosmas, Kallon+, Kydonies, Trikorfo, Dotsikò ed i paesini vicini, noti tutti come Mastochoria di Grevenà, furono la patria di famosi mastri artigiani della pietra che, a gruppi come i loro colleghi dell’Epiro, viaggiavano molti mesi l’anno, costruendo case in tutta la Grecia, e talvolta anche oltre. Più a sud, i borghi tradizionali come Spileo, Ziakas, Lavdas, Alatopetra, Prosvoro e Aetià, Smixi ed il famoso paese di Samarina, sono degni di essere visitati in estate, quando si riempiono di vita, come in inverno, dato che si trovano nelle vicinanze del percorso che conduce alla stazione sciistica di Vasilitsa.
Meno di 30 minuti sono necessari per raggiungere Kydonies, uno dei più bei borghi tra i Mastochoria di Grevenà, con l’impressionante chiesa di Agios Athanasios, la vecchia scuola in pietra che ora ospita il museo del folclore del paese, nonchè la fontana, opera del famoso mastro artigiano «Kalfa» Vragas. Con pochissimi abitanti in inverno, il villaggio si anima durante i mesi estivi. Ad alcuni chilometri più avanti, sempre su strade asfaltate e non particolarmente difficili, ad una quota di 1.000 metri, si trova il paesino di Kallonì con la sua splendida piazza, l’imponente chiesa di Agios Nikolaos, l’iconostasi finemente lavorata e tante case a due o tre piani in pietra, secondo lo stile macedone e alcune con influssi ottomani. Il percorso di 10 chilometri verso Dotsikò, forse il più «vivo» tra i paesi della zona durante l’inverno, regala straordinarie vedute paesaggistiche, ma anche iconici incontri con mandrie di cavalli selvatici. Case in pietra anche qui, nonché graziose trattorie con carni arrosto e mezes, stuzzichini. Punto interessante del paesino è il ponte in pietra proprio al centro. Appena 20 chilometri separano Dotsikò da Samarina, il celebre paese valacco, costruito sui pendii del monte Smolikas ad un’altitudine di 1.600 metri, che rivendica il titolo di essere il paese alla quota più alta della Grecia e dei Balcani: ordinato e pulito, con strade lastricate e abitanti ospitali, accoglie visitatori tutto l’anno.
Paesaggi boscosi, gole, rupi scoscese e ponticelli piccoli ponti abbelliscono il percorso di circa 25 chilometri da Grevenà fino a Spileo, uno dei paesini più antichi della regione, che si presta a diverse attività, dall’escursionismo agli sport estremi.
Numerosi graziosi paesini più piccoli circondano Grevenà: il pittoresco Ziakas, con l’omonimo ponte, così chiamato in onore del combattente della Rivoluzione Greca, Theodoros Ziakas, Lavda a 1.100 metri di altitudine sui pendii del monte Orliakas che “si affaccia” ad est sul monte Olimpo e ad ovest sul monte Smolikas, noto anche per il Museo dei Funghi, Alatopetra, che sorge in una foresta di querce in un paesaggio di straordinaria bellezza naturale che comprende una cascata di 35 metri, ma ha anche un valore storico, poiché ai suoi confini si trova il sito archeologico di Kastrio, e ancora il paese di Prosvoro, a 1.000 metri anch’esso, immerso in una foresta di querce con abitanti ospitali disposti a raccontare storie del passato.
All’estremità opposta, la cittadina di Deskati con la bella chiesa dedicata a San Costantino e Santa Elena nella piazza. Lungo la strada che conduce a Kozani, si incontrano formazioni geologiche spettacolari, Boucharia e Nochtaria. Si tratta di strutture geomorfologiche di 3-7 metri di altezza, risultanti dall’erosione del suolo iniziata circa 70.000 anni fa.