Reperti unici nei musei greci
La Grecia vanta oltre 100 musei archeologici, un numero che è già di per sé una testimonianza della ricchezza archeologica del Paese. Tutto il territorio è, in realtà, uno sconfinato spazio espositivo in cui si intrecciano secoli, influenze e vita quotidiana. Oltre ai grandi musei nazionali, è possibile ammirare i tesori dell'antica Grecia in ogni angolo del Paese, notando la continuità della civiltà attraverso oggetti di uso quotidiano e scoprendo le conquiste tecnologiche rappresentate da complessi meccanismi che sono i precursori di quelli in uso oggi.
Ecco alcuni dei meccanismi più straordinari da non perdere in vista della prossima visita in Grecia.
Il meccanismo di Antikythira
Chi avrebbe mai immaginato che al Museo Archeologico Nazionale di Atene si potesse ammirare il "computer più antico del mondo"? Si tratta del Meccanismo di Antikythira, un dispositivo in bronzo per calcoli astronomici che affascina e incuriosisce gli storici della scienza e della tecnologia. Fu scoperto nel 1900 a una profondità di 60 metri da alcuni pescatori di spugne di Symi, all'interno di un relitto vicino all'isola di Antikythera (Anticitera), insieme a statue e a una vasta gamma di altri oggetti risalenti all'epoca di Giulio Cesare (metà del I secolo a.C.), diretti da Rodi a Roma.
La teoria più ampiamente acetata sul funzionamento di questo dispositivo sostiene che si trattasse di un calcolatore analogico portatile progettato per calcolare i moti dei corpi celesti, prevedere le eclissi solari e lunari e tenere un calendario pluriennale di grande precisione.
Hydraulis di Dion
Chi lo sapeva che questo antico strumento musicale è il primo a tastiera dell'antichità e l'antenato dell'organo ecclesiastico dei tempi moderni? L'hydraulis esposta al Museo Archeologico di Dion risale al I secolo a.C. ed è stata scoperta durante gli scavi archeologici del 1992. Si tratta di un'invenzione dell'ingegnere Ctesibio di Alessandria, vissuto nel III secolo a.C.
La caratteristica distintiva dello strumento è che il suo funzionamento si basa a un sistema idraulico che è incaricato della produzione, del movimento e della regolazione della pressione dell'aria che viene convogliata nei suoi tubi attraverso una serie di leve. Per suonarlo, sembra che fossero indispensabili due persone, una per premere i tasti, e l'altra per premeva l'aria con l'acqua!
L'hysplex di Nemea
Passando dalla scienza e dalla musica allo sport, ci spostiamo a Nemea, la città legata a una delle fatiche di Eracle, famosa per il suo Santuario di Zeus e lo Stadio, dove ogni due anni si svolgevano i Giochi Nemei nell'ambito delle Feste Nemee, una delle quattro feste panelleniche dell'antichità. Gli scavi hanno portato alla luce delle basi in pietra su cui veniva applicato l'hysplex, un sistema di barriera che garantiva la partenza simultanea dei concorrenti.
Il sistema di hysplex era costituito da due corde orizzontali tese davanti ai corridori all'altezza delle ginocchia e del petto degli atleti, come si può vedere in una raffigurazione su un'anfora panatenaica proveniente da Atene. Le corde erano fissate alle estremità da pali di legno verticali detti "ancone" e l'intero meccanismo era posizionato su basi di pietra. Il funzionamento era gestito dal giudice di partenza che, posizionato dietro i corridori, teneva in mano le due corde di comando. Con un movimento brusco, il giudice liberava le "ancone", che cadevano bruscamente a terra trascinando con sé l'intero sistema di sbarramento e consentendo la partenza simultanea degli atleti.