Devozione religiosa, ritorno alle proprie radici, contatto con la natura primaverile, squisite pietanze pasquali – magiritsa (zuppa a base di frattaglie di agnello), agnelli e capretti allo spiedo e uova rosse sono solo alcune di queste prelibatezze – nonché usanze e tradizioni locali singolari compongono il quadro del periodo più raccolto e al tempo stesso gioioso dell'anno. In ogni angolo del paese, i fedeli celebrano la Pasqua con profonda devozione e sincera commozione. Vi sono tuttavia località che si distinguono per la particolarità delle proprie usanze locali, affermatesi così nell'immaginario collettivo come mete pasquali di grande richiamo. Ecco, dunque, alcune di queste località per conoscere le loro usanze.
Pasqua sull’isola di Alexandros Papadiamantis
La Pasqua a Skiathos, sull'isola «del santo delle lettere greche», è mistica. Tutti gli abitanti dell'isola vivono la Settimana della Passione con devozione e profonda fede, nel luogo dove viene osservato il rito del Monte Athos con scrupolosa fedeltà. Il rintocco funebre delle campane delle chiese, che risuonano in ogni angolo dell'isola, completa dolcemente il sentimento malinconico di chi vive l'esperienza unica della Pasqua a Skiathos. Vale la pena visitare l’isola in questi giorni santi e partecipare al devoto rituale della Settimana Santa.
Pasqua sull’isola dei Feaci
Gli abitanti di Corfù, persone pie e fedeli alle tradizioni, rievocano devotamente ogni anno le loro antichissime usanze pasquali, un mosaico di tradizioni diverse che si legano direttamente alla storia e al carattere multiculturale dell’isola. La fede cristiana ortodossa, le tradizioni della comunità cattolica, l'influenza veneziana e il temperamento allegro dei suoi abitanti compongono un rituale molto particolare che vale la pena vivere almeno una volta nella vita.
Ogni giorno si partecipa a qualcosa di speciale:
A mezzogiorno del Mercoledì Santo, i fedeli si recano nelle chiese per partecipare alla Messa del Grande Efcheleo (rito ortodosso dell’Unzione con l’olio santo) e la sera partecipano al Dramma Divino, riempiendo il Teatro Municipale per il concerto di musica ecclesiastica e di melodie della Settimana Santa eseguito dal Coro Municipale,
La sera del Giovedì Santo si svolge la Liturgia della Passione con la lettura dei dodici Vangeli. Nel Duomo, la cattedrale cattolica dell’isola in piazza Municipio, si compie un piccolo rito: i fedeli accendono dodici candele e ne spengono una alla volta alla fine della lettura di ogni Vangelo.
Il Venerdì Santo, il Dramma Divino raggiunge il suo culmine con la solenne processione degli Epitaffi, i sepolcri simboli di Cristo. Il primo a uscire è il corteo funebre della chiesa di Pantokrator a Campiello, seguito da tutti gli altri fino alle 22, quando esce — sempre maestosissimo — il corteo funebre della Cattedrale. In un clima di intensa commozione, le bande eseguono marce funebri.
Il Sabato Santo, alle sei del mattino, l’usanza del terremoto artificiale è una tradizione della Chiesa della Madonna degli Stranieri (Panagia ton Xenon). Segue la processione dell’Epitaffio, il sepolcro simbolico di Cristo, della Chiesa di Agios Spyridon. Alle 11 in punto le campane suonano a festa e si proclama la prima Resurrezione! Enormi brocche adornate con nastri rossi e colme d'acqua — le celebri botides — vengono lanciate con forza dai balconi addobbati della splendida strada Liston, in piazza Spianada, provocando un fragore assordante e ondate di entusiasmo tra la folla raccolta. La sera del Sabato Santo, la Resurrezione si celebra a Ano Platia,.
Guardandosi tutt’intorno si ascolta: tutte le finestre dei grandi palazzi a sei piani che circondano la piazza sono aperte, con candele accese sui balconi, migliaia di ceri, fuochi d’artificio e rulli di tamburo.
Patmos: La Settimana Santa nell’isola dell’Apocalisse
Antichissime usanze che affondano le radici nel Nuovo Testamento rivivono ogni anno a Pasqua a Patmos, con epicentro il Monastero-fortezza di San Giovanni il Teologo, che sovrasta il pittoresco capoluogo dell’isola Chora. Le usanze più suggestive sono la Cerimonia della Lavanda dei Piedi il Giovedì Santo, la rappresentazione della Deposizione dalla Croce il Venerdì Santo, la Liturgia della Resurrezione, nonché la Messa dell'Amore il pomeriggio della Domenica di Pasqua nel Monastero di San Giovanni, che chiude il rituale della celebrazione della Passione di Gesù e la sua Resurrezione nel modo più maestoso e commovente.
Pasqua nella cittadella fortificata di Monemvasia
Un'esperienza di vita diversa è quella vissuta da chi ogni anno prende parte alla processione dell'Epitaffio, il sepolcro simbolico di Cristo, nei vicoli lastricati della cittadella medievale. I salmi risuonano nella rocca di Monemvasia creando un'atmosfera misteriosa di profondo raccoglimento. I fedeli, seguendo la processione che sembra abbracciare tutta la cittadella – castello, hanno in mano candele bianche e intonano il canto dell’Epitaffio, un lamento funebre. Le bouganville in fiore e la luna che gioca con il mare sembrano partecipare alla processione. Tutte le messe della Settimana Santa si celebrano nella chiesa del Cristo Elkomenos.
A Vrontados, la Resurrezione è indubbiamente ESPLOSIVA
Chios, l’«isola dei profumi» nell’Egeo nord-orientale, in primavera veste il suo abito migliore per accogliere la Resurrezione del Signore che si celebra con singolare magnificenza. Protagonista delle celebrazioni sull'isola è il paese Vrontados «sempre pronto alla battaglia». Belle case di capitani sommerse nei colori e nei profumi di giardini in piena fioritura, porticcioli riparati dai venti, con imbarcazioni variopinte, pittoreschi mulini a vento accanto al mare, compongono uno scenario sereno che cambia radicalmente la notte della Resurrezione. La sera del Sabato Santo, grazie all'usanza del rouketopolemos (la battaglia dei razzi) — antico quanto l'arte della navigazione a Vrontados — il celebre paese si trasforma in un vero e proprio campo di battaglia!
Sabato Santo a Leonidio: La notte delle lanterne volanti
Vale la pena vivere la sera della Resurrezione a Leonidio, dove da oltre un secolo rivive ogni anno la spettacolare usanza delle lanterne volanti che scintillano nel buio del cielo dell’Arcadia. Secondo l’usanza, le cinque parrocchie della cittadina fanno a gara a chi ne fa volare di più. Nessuno è certo dell’origine di questa usanza. Tuttavia, i più sostengono che i marinai della zona avessero visto qualcosa di simile in qualche paese asiatico e avessero deciso di importare questa tradizione nella propria terra.
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Devozione religiosa, ritorno alle proprie radici, contatto con la natura primaverile, squisite pietanze pasquali – magiritsa (zuppa a base di frattaglie di agnello), agnelli e capretti allo spiedo e uova rosse sono solo alcune di queste prelibatezze – nonché usanze e tradizioni locali singolari compongono il quadro del periodo più raccolto e al tempo stesso gioioso dell'anno. In ogni angolo del paese, i fedeli celebrano la Pasqua con profonda devozione e sincera commozione. Vi sono tuttavia località che si distinguono per la particolarità delle proprie usanze locali, affermatesi così nell'immaginario collettivo come mete pasquali di grande richiamo. Ecco, dunque, alcune di queste località per conoscere le loro usanze.
Pasqua sull’isola di Alexandros Papadiamantis
La Pasqua a Skiathos, sull'isola «del santo delle lettere greche», è mistica. Tutti gli abitanti dell'isola vivono la Settimana della Passione con devozione e profonda fede, nel luogo dove viene osservato il rito del Monte Athos con scrupolosa fedeltà. Il rintocco funebre delle campane delle chiese, che risuonano in ogni angolo dell'isola, completa dolcemente il sentimento malinconico di chi vive l'esperienza unica della Pasqua a Skiathos. Vale la pena visitare l’isola in questi giorni santi e partecipare al devoto rituale della Settimana Santa.
Pasqua sull’isola dei Feaci
Gli abitanti di Corfù, persone pie e fedeli alle tradizioni, rievocano devotamente ogni anno le loro antichissime usanze pasquali, un mosaico di tradizioni diverse che si legano direttamente alla storia e al carattere multiculturale dell’isola. La fede cristiana ortodossa, le tradizioni della comunità cattolica, l'influenza veneziana e il temperamento allegro dei suoi abitanti compongono un rituale molto particolare che vale la pena vivere almeno una volta nella vita.
Ogni giorno si partecipa a qualcosa di speciale:
A mezzogiorno del Mercoledì Santo, i fedeli si recano nelle chiese per partecipare alla Messa del Grande Efcheleo (rito ortodosso dell’Unzione con l’olio santo) e la sera partecipano al Dramma Divino, riempiendo il Teatro Municipale per il concerto di musica ecclesiastica e di melodie della Settimana Santa eseguito dal Coro Municipale,
La sera del Giovedì Santo si svolge la Liturgia della Passione con la lettura dei dodici Vangeli. Nel Duomo, la cattedrale cattolica dell’isola in piazza Municipio, si compie un piccolo rito: i fedeli accendono dodici candele e ne spengono una alla volta alla fine della lettura di ogni Vangelo.
Il Venerdì Santo, il Dramma Divino raggiunge il suo culmine con la solenne processione degli Epitaffi, i sepolcri simboli di Cristo. Il primo a uscire è il corteo funebre della chiesa di Pantokrator a Campiello, seguito da tutti gli altri fino alle 22, quando esce — sempre maestosissimo — il corteo funebre della Cattedrale. In un clima di intensa commozione, le bande eseguono marce funebri.
Il Sabato Santo, alle sei del mattino, l’usanza del terremoto artificiale è una tradizione della Chiesa della Madonna degli Stranieri (Panagia ton Xenon). Segue la processione dell’Epitaffio, il sepolcro simbolico di Cristo, della Chiesa di Agios Spyridon. Alle 11 in punto le campane suonano a festa e si proclama la prima Resurrezione! Enormi brocche adornate con nastri rossi e colme d'acqua — le celebri botides — vengono lanciate con forza dai balconi addobbati della splendida strada Liston, in piazza Spianada, provocando un fragore assordante e ondate di entusiasmo tra la folla raccolta. La sera del Sabato Santo, la Resurrezione si celebra a Ano Platia,.
Guardandosi tutt’intorno si ascolta: tutte le finestre dei grandi palazzi a sei piani che circondano la piazza sono aperte, con candele accese sui balconi, migliaia di ceri, fuochi d’artificio e rulli di tamburo.
Patmos: La Settimana Santa nell’isola dell’Apocalisse
Antichissime usanze che affondano le radici nel Nuovo Testamento rivivono ogni anno a Pasqua a Patmos, con epicentro il Monastero-fortezza di San Giovanni il Teologo, che sovrasta il pittoresco capoluogo dell’isola Chora. Le usanze più suggestive sono la Cerimonia della Lavanda dei Piedi il Giovedì Santo, la rappresentazione della Deposizione dalla Croce il Venerdì Santo, la Liturgia della Resurrezione, nonché la Messa dell'Amore il pomeriggio della Domenica di Pasqua nel Monastero di San Giovanni, che chiude il rituale della celebrazione della Passione di Gesù e la sua Resurrezione nel modo più maestoso e commovente.
Pasqua nella cittadella fortificata di Monemvasia
Un'esperienza di vita diversa è quella vissuta da chi ogni anno prende parte alla processione dell'Epitaffio, il sepolcro simbolico di Cristo, nei vicoli lastricati della cittadella medievale. I salmi risuonano nella rocca di Monemvasia creando un'atmosfera misteriosa di profondo raccoglimento. I fedeli, seguendo la processione che sembra abbracciare tutta la cittadella – castello, hanno in mano candele bianche e intonano il canto dell’Epitaffio, un lamento funebre. Le bouganville in fiore e la luna che gioca con il mare sembrano partecipare alla processione. Tutte le messe della Settimana Santa si celebrano nella chiesa del Cristo Elkomenos.
A Vrontados, la Resurrezione è indubbiamente ESPLOSIVA
Chios, l’«isola dei profumi» nell’Egeo nord-orientale, in primavera veste il suo abito migliore per accogliere la Resurrezione del Signore che si celebra con singolare magnificenza. Protagonista delle celebrazioni sull'isola è il paese Vrontados «sempre pronto alla battaglia». Belle case di capitani sommerse nei colori e nei profumi di giardini in piena fioritura, porticcioli riparati dai venti, con imbarcazioni variopinte, pittoreschi mulini a vento accanto al mare, compongono uno scenario sereno che cambia radicalmente la notte della Resurrezione. La sera del Sabato Santo, grazie all'usanza del rouketopolemos (la battaglia dei razzi) — antico quanto l'arte della navigazione a Vrontados — il celebre paese si trasforma in un vero e proprio campo di battaglia!
Sabato Santo a Leonidio: La notte delle lanterne volanti
Vale la pena vivere la sera della Resurrezione a Leonidio, dove da oltre un secolo rivive ogni anno la spettacolare usanza delle lanterne volanti che scintillano nel buio del cielo dell’Arcadia. Secondo l’usanza, le cinque parrocchie della cittadina fanno a gara a chi ne fa volare di più. Nessuno è certo dell’origine di questa usanza. Tuttavia, i più sostengono che i marinai della zona avessero visto qualcosa di simile in qualche paese asiatico e avessero deciso di importare questa tradizione nella propria terra.
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