Una festa religiosa con radici che si perdono nel tempo
Ogni anno, il 20 novembre, alla vigilia della festa per l’Ingresso al Tempio della Madre di Gesù, la città di Elefsina (Eleusina) rivive uno dei suoi più antichi rituali: la festa della Madonna Mesosporitissa, nota anche come «Panagitsa st’Archea», la Madonnina delle antichità. Questa usanza ha le sue radici nei Misteri Eleusini e si svolge all’interno del sito archeologico, nella piccola chiesa post-bizantina della Madonna, edificata nel punto in cui sorgeva il tempio di Demetra. Quando la terra si calma dopo la semina, gli abitanti si raccolgono per ringraziarla e benedire il nuovo raccolto.
Il rituale inizia con la messa vespertina e la benedizione delle offerte – pane, olio e vino, cioè degli stessi alimenti che accompagnavano l’antico rituale dedicato a Demetra. I fedeli portano dei foglietti con su scritto il nome delle proprie famiglie, da leggere durante la preghiera «per la fertilità dei frutti della terra». Alla fine, il pane è distribuito a tutti, in un atto di condivisione della cena e di unione, come del resto avveniva nei misteri dell’antichità.
Dal 2014, grazie all’iniziativa dell’Associazione del Folclore di Elefsina «Adrachti», rivive anche il rituale della preparazione del polysporo, un piatto a base di cereali. Questo solenne piatto, preparato con cereali e legumi cotti, melassa, melagrana e uva passa, vuole simboleggiare la fertilità ed il proseguimento della vita, ed è distribuito al fedeli alla fine della messa vespertina.
La festa della Madonna Mesosporitissa è stata inserita nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO. Oltre alla celebrazione religiosa, la festa è un incontro tra il sacro e l’umano, l’antico ed il moderno. Per gli abitanti di Elefsina, è un tacito promemoria che la terra – finanche nella sua metamorfosi industriale – continua a nutrire, a ricordare e ad unire.
Il rituale inizia con la messa vespertina e la benedizione delle offerte – pane, olio e vino, cioè degli stessi alimenti che accompagnavano l’antico rituale dedicato a Demetra. I fedeli portano dei foglietti con su scritto il nome delle proprie famiglie, da leggere durante la preghiera «per la fertilità dei frutti della terra». Alla fine, il pane è distribuito a tutti, in un atto di condivisione della cena e di unione, come del resto avveniva nei misteri dell’antichità.
Dal 2014, grazie all’iniziativa dell’Associazione del Folclore di Elefsina «Adrachti», rivive anche il rituale della preparazione del polysporo, un piatto a base di cereali. Questo solenne piatto, preparato con cereali e legumi cotti, melassa, melagrana e uva passa, vuole simboleggiare la fertilità ed il proseguimento della vita, ed è distribuito al fedeli alla fine della messa vespertina.
La festa della Madonna Mesosporitissa è stata inserita nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO. Oltre alla celebrazione religiosa, la festa è un incontro tra il sacro e l’umano, l’antico ed il moderno. Per gli abitanti di Elefsina, è un tacito promemoria che la terra – finanche nella sua metamorfosi industriale – continua a nutrire, a ricordare e ad unire.












