Edifici e storia di Kithira
Kythira si distingue per la varietà della sua architettura, che riflette l’alternarsi di diverse dominazioni sull’isola. Veneziani e Inglesi hanno lasciato tracce profonde, creando un mosaico di monumenti che convivono armoniosamente con il paesaggio naturale.
L’architettura dell’isola è una combinazione particolare di sobrietà e pluralità, perché unisce influenze dell’Egeo, di Venezia e della Maina. Vedrete edifici a due piani di tradizione maniota con tetti in tegole nel nord e tetti piani per la raccolta dell’acqua nel sud. Nei villaggi tradizionali, come Chora, Aroniadika e Mylopotamos, riconoscerete elementi caratteristici, tra cui archi, pietra porosa, stemmi e imponenti campanili.
Particolare interesse suscitano i mulini a vento e i mulini ad acqua, il Mercato (Mercato) a Chora, ma anche il Lazzaretto (Lazareto), che richiama le pratiche sanitarie di epoche passate.
Il Mesa Vourgo (Borgo Serato), il telegrafo ottico e l’acquedotto rivelano l’organizzazione e l’attenzione difensiva dell’isola, mentre l’imponente Faro di Karavas continua a guidare le imbarcazioni.
I ponti inglesi di Katouni e Potamos costituiscono esempi rappresentativi di opere pubbliche del XIX secolo. Il ponte in pietra di Katouni fu la più grande opera tecnica del periodo dell’occupazione britannica sull’isola ed è sostenuto da 13 arcate simmetriche e 12 aperture. Fu costruito nel 1826 ed è legato a una leggenda popolare secondo cui il governatore inglese MacPhail lo avrebbe fatto costruire lì per trovarsi vicino alla donna amata, una bellissima giovane di Lefkada.
Le scuole inglesi in località come Mylopotamos, Potamos e Milapidea testimoniano l’importanza attribuita all’istruzione durante il periodo della dominazione britannica. La scuola di Milapidea, costruita nel 1825, si distingue per il tetto a volta e per le undici imponenti finestre gotiche.
Infine esplorate l’estremità più settentrionale di Citera e raggiungete Capo Spathi per ammirare l’imponente Faro di Moudari, costruito dagli Inglesi nel 1857 e alto 25 m.
L’architettura dell’isola è una combinazione particolare di sobrietà e pluralità, perché unisce influenze dell’Egeo, di Venezia e della Maina. Vedrete edifici a due piani di tradizione maniota con tetti in tegole nel nord e tetti piani per la raccolta dell’acqua nel sud. Nei villaggi tradizionali, come Chora, Aroniadika e Mylopotamos, riconoscerete elementi caratteristici, tra cui archi, pietra porosa, stemmi e imponenti campanili.
Particolare interesse suscitano i mulini a vento e i mulini ad acqua, il Mercato (Mercato) a Chora, ma anche il Lazzaretto (Lazareto), che richiama le pratiche sanitarie di epoche passate.
Il Mesa Vourgo (Borgo Serato), il telegrafo ottico e l’acquedotto rivelano l’organizzazione e l’attenzione difensiva dell’isola, mentre l’imponente Faro di Karavas continua a guidare le imbarcazioni.
I ponti inglesi di Katouni e Potamos costituiscono esempi rappresentativi di opere pubbliche del XIX secolo. Il ponte in pietra di Katouni fu la più grande opera tecnica del periodo dell’occupazione britannica sull’isola ed è sostenuto da 13 arcate simmetriche e 12 aperture. Fu costruito nel 1826 ed è legato a una leggenda popolare secondo cui il governatore inglese MacPhail lo avrebbe fatto costruire lì per trovarsi vicino alla donna amata, una bellissima giovane di Lefkada.
Le scuole inglesi in località come Mylopotamos, Potamos e Milapidea testimoniano l’importanza attribuita all’istruzione durante il periodo della dominazione britannica. La scuola di Milapidea, costruita nel 1825, si distingue per il tetto a volta e per le undici imponenti finestre gotiche.
Infine esplorate l’estremità più settentrionale di Citera e raggiungete Capo Spathi per ammirare l’imponente Faro di Moudari, costruito dagli Inglesi nel 1857 e alto 25 m.


































